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Attraversare la porta della misericordia

Quante parole, immagini, opinioni contrastanti, violenza, sofferenze, dolore, buio in questi interminabili giorni. Quanto bisogno di luce, speranza, amore, comprensione, perdono, misericordia, pace. Il Tempo forte dell’Avvento ci invita a vegliare, attendere, ascoltare una voce di sottile silenzio.

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L'orizzonte della libertà

gioiaNoi esseri umani siamo essenzialmente aperti, potenzialmente suscettibili di sviluppo. Liberi. Non solo, noi possediamo queste caratteristiche in modo inconfondibile. In un mondo chiuso nei suoi determinismi, solo noi uomini abbiamo la possibilità e la responsabilità di vivere in modo creativo e possiamo costruirci con le nostre mani, dar vita a qualcosa di qualitativamente nuovo. 

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A cura di Paola Pietrobelli

L’Europa d’oggi è quella sognata da Schuman?

Papa Francesco il 25 novembre u.s. è stato nel cuore delle istituzioni europee e ha dato “una salutare scossa” al Vecchio Continente. Nel prossimo numero riporteremo i due discorsi del Papa, ora - grazie al materiale fornitoci dalla Scuola di Cultura Cattolica di Vicenza, giunta al 107° anno di attività - pubblichiamo la relazione del prof. Edoardo Zin, biografo, Vice Presidente dell’Istituto Robert Schuman (Metz), di origine vicentina e formatosi tra le file delle associazioni ecclesiali, tenuta domenica 23 novembre 2014, quale ottima introduzione agli interventi europei di papa Bergoglio. 

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Ripartire dalla quotidianità

Ben ritrovati all’inizio di un nuovo anno scolastico, buon cammino per vivere insieme un altro anno liturgico, per condividere un percorso di credenti in quel Maestro, Gesù Cristo, che fa nuove tutte le cose e che incessantemente ci invita a rinnovarci, a non temere, a coltivare la speranza perché nel momento più buio c’è sempre la promessa di un’alba, anzi la certezza che la Provvidenza sorge prima del sole.

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Un ramo di mandorlo

Per la nostra riflessione pasquale, ecco tre parole: giudizio, dono, programma. Un giudizio senza appello ha avuto luogo e alcuni uomini hanno inchiodato Gesù sulla croce. Dio, però, ha deciso diversamente, il giudizio è stato la Vita. Il suo dono: Gesù è morto anche per quelli che il giorno prima avevano gridato: “A morte!”; Dio risuscita Gesù affinché sia il primo nato di una moltitudine di fratelli! C’è un programma ben preciso: sapendo che la morte non è il fine ultimo, che la vita non è più assurda sfociando nella morte, viviamo dunque diversamente non con gli occhi rivolti verso il basso, ma belli dritti, che guardano in avanti e che tendono alle cose di lassù. L’inverno prepara la primavera, la notte si protende all’aurora, il gelo si dischiude in formicolio di energie vitali. C’è dunque un morire che è fecondo di vita. Camminiamo verso Pasqua.

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Accordo Italia - S. Sede

Crediamo di fare un serivio utile pubblicando i due interventi, il primo del prof. Carlo Cardia e il secondo del Card. Pietro Parolin per ricordare i 30 anni dell'Accordo di revisione del Concordato, firmato il 18 febraio 1984

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Tu, chi dici che io sia?

La tua domanda, Gesù, sollecita ognuno di noi in questo santo Natale 2013, un Natale più fragile e bisognoso di speranza, un Natale in cui le nostre braccia e il nostro cuore tendono verso Qualcuno in cerca di rassicurazione e incoraggiamento. Gesù,Tu indichi nella persona di un bambino, la via per recuperare l’età della fede e dello stupore attraverso un Regno di piccoli e di ultimi, un piccolo Regno, piccolo quanto il cuore di un bambino, ma grande come il tuo cuore di Bambino Gesù.

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