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Arriva l'estate

Arriva l'estate, tempo di vacanze, tempo per vivere un meritato e salutare riposo, con ritmi che ci invitano a recuperare uno spazio maggiore per le relazioni con gli amici, con noi stessi e magari anche con Dio.Dio che sempre ci accompagna senza invadenza, paziente e rispettoso, ma desideroso di un rapporto che nell'andare dei giorni, si faccia più profondo e duraturo conservando la novità e la gratuità del sole che sorge. Il mio Dio è gratuito (tratto da "Il Dio in cui non credo" di Juan Arias). Non ha prezzo il mio Dio. Nessuno può comprarlo. Né il denaro né la santità.

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Desiderio di Spiritualità

Per il cristiano qual’ è la festa più importante? Il santo Natale si fa preferire per la dolcezza che tocca la sfera emotiva, non solo dei bambini. Ma è la Pasqua, “il roveto ardente” in cui arde e si esprime tutta la storia della salvezza, la storia dell’ alleanza tra Dio e l’uomo. Se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede, ci ricorda l’apostolo Paolo. Senza la Pasqua perderebbe valore anche il Natale: perché contemplare la nascita a Betlemme se essa non fosse la prefigurazione di quella povertà intrinsecamente legata all’amore, che avrebbe portato Gesù al dono totale di sé sulla Croce trasfigurata dalla Resurrezione? Ormai prossimi alla Pasqua, meditiamo le riflessioni di Enzo Bianchi tratte dal suo libro “Dare senso al tempo” (ed. Qiqajon) “O morte, dov’ è la tua vittoria?”.

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Lettera Enciclica “Redemptor Hominis”

Il 4 marzo, prima domenica di Quaresima dell’anno 1979, Giovanni Paolo II firmò a Roma, in San Pietro la sua prima Lettera Enciclica “Redemptor Hominis”. L’Enciclica si suddivide in quattro capitoli: “Eredità”, “Il Mistero della Redenzione”, “L’Uomo redento e la sua situazione nel mondo contemporaneo”, “La missione della Chiesa e la sorte dell’uomo”. “Il Redentore dell’uomo, Gesù Cristo, è il centro del cosmo e della storia. A lui si rivolgono il mio pensiero e il mio cuore in questa ora solenne, che la Chiesa e l’intera famiglia dell’umanità contemporanea stanno vivendo”. Con queste parole si apre la “Redemptor hominis” , prima Enciclica di Giovanni Paolo II, che segna e determina le linee guida e il programma del suo pontificato.

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Le ali al nostro spirito

Attorno a noi in questo periodo sembra ci sia solo “pattume”, abbiamo bisogno di rimettere le ali al nostro spirito e prendere il volo verso una bellezza autentica, non per una sterile evasione dalla realtà, ma per ridare un sano vigore a noi stessi. Per questo ho pensato di proporre un brano da un libricino prezioso che considero possa esserci fonte di ispirazione e ripulire i nostri polmoni dall’aria viziata di questi giorni. Tratto da: Tu sei bellezza di Ermes Ronchi (ed. Paoline). La benedizione di Aronne augurava a ogni pio israelita: “Il Signore faccia risplendere per te il suo volto” (Nm 6,25), parole che celebrano e ridestano la bellezza di credere.

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Evangelium Vitae

La Evangelium Vitae è una Enciclica scritta da Papa Giovanni Paolo II per esprimere la posizione della Chiesa cattolica sul valore e l’inviolabilità della vita umana e la sua risposta alla sfida dell’ attuale situazione circa le minacce alla vita umana. Venne promulgata nel 1995, il 25 marzo , solennità dell’Annunciazione del Signore. Per i temi trattati e per la sua completezza magisteriale, questo documento si collega direttamente all’Enciclica Humanae Vitae, scritta da Papa Paolo VI il 25 luglio 1968. L’Evangelium Vitae è così strutturata: un’introduzione (n. 1-6); capitolo I “La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo” – le attuali minacce della vita umana (n. 7-28); capitolo II “Sono venuto perché abbiano la vita”- il messaggio cristiano sulla vita (n. 29-51); capitolo III “Non uccidere”- la legge santa di Dio (n. 52-77); capitolo IV “L’avete fatto a me”- per una nuova cultura della vita umana (n.78-101); conclusione (n. 102-105).

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Andiamo fino a Betlemme

Miei cari fratelli, vorrei essere per voi uno di quei pastori veglianti sul gregge, che la notte del primo Natale, dopo l’apparizione degli angeli, alzò la voce e disse ai compagni: “Andiamo fino a Betlemme, e vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere” Andiamo fino a Betlemme. Il viaggio è lungo, lo so. Molto più lungo di quanto non sia stato per i pastori. Ai quali bastò abbassarsi sulle orecchie avvampate dalla brace il copricapo di lana, allacciarsi alle gambe i velli di pecora, impugnare il vincastro, e scendere giù per le gole di Giudea, lungo i sentieri odorosi di sterco e profumati di menta. Per noi ci vuole molto di più che una mezzora di strada: Dobbiamo valicare il pendio di una civiltà che, pur qualificandosi cristiana, stenta a trovare l’antico tratturo che la congiunge alla sua ricchissima sorgente: la capanna povera di Gesù. Andiamo fino a Betlemme.

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20^ Assemblea dioecsana IdR

Saluto cordialmente ognuno/a di voi. Do il benvenuto agli amici che partecipano alla tavola rotonda : la dott.ssa Monica Chilese (sociologa dell’Osservatorio Socio-Religioso Triveneto), il prof. Sergio Cervellin (dirigente dell’ Istituto “A.G. Farina” in Vicenza e collaboratore dell’Uff. di pastorale della scuola), il prof. Igino Battistella (docente di lettere al Liceo classico di Thiene e vicedirettore dell’Uff. per l’evangelizzazione e la catechesi), don Andrea Guglielmi (direttore dell’Uff. di pastorale giovanile). E ringrazio fin d’ora quanti/e si sono prodigati per organizzare questa giornata di studio, di confronto e di fraternità, in particolare il coordinatore il prof. Dino Caliaro.

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