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Preziosa sobrietà

La parola “sobrietà” è quasi scomparsa dal nostro linguaggio corrente, non fa notizia, viene interpretata quasi come sinonimo di povertà, certamente stride con l’esteriorità dilagante e l’idea odierna di successo e quindi viene tenuta a distanza e guardata con sospetto perché sa quasi di inferiorità anche se oggi, vista la grave e diffusa crisi economica che ci coinvolge, facciamo di necessità virtù. Lo stile contemporaneo dominante, purtroppo molto spesso è “l’eccesso” in tutto: non ci coinvolge un politico che fa un discorso sobrio ed autentico, deve gridare e proclamare bugie; non ci piace un’economia che ponga attenzione alle risorse e sia attenta alla qualità della produzione perché fondamentale diventa aumentare sempre più la produttività; non ci entusiasma una cultura essenziale e profonda che ci faccia pensare e conoscere, perché ci deve distrarre da ciò che siamo e da come viviamo.

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Educare alla legalità

Educare alla legalità. Il 4 ottobre del 1991 la Commissione ecclesiale della CEI “Giustizia e Pace” pubblicò un documento dal titolo “Educare alla legalità”. I diciannove anni trascorsi non hanno usurato il valore del contenuto, ancora attualissimo, che chiede con urgenza interventi utili per la formazione della coscienza di tutti i cittadini e una maggiore coerenza delle persone impegnate nella gestioni della pubblica amministrazione. La Nota Pastorale esprime la preoccupazione dei vescovi italiani per una situazione che rischia di minare la nostra società ed è un appello a riflettere su come ognuno di noi, cittadini cristiani, vive il principio di legalità. Il Documento è suddiviso in tre parti: “Legalità e giustizia sociale”; “L’eclissi della legalità”; “Vie alla crescita della legalità”.

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I molti doni dello Spirito (da Bruno Maggioni, “Il Dio di Paolo”)

I molti doni dello Spirito (da Bruno Maggioni, “Il Dio di Paolo”, ed. Paoline, pag 157-179) In 1Cor 12-14 Paolo svolge il discorso sui carismi, un discorso molto importante per comprendere la sua concezione della Chiesa. Ma, come sempre, il discorso ecclesiologico discende da una precisa concezione di Dio e di Cristo. Il discorso è unitario e compatto, anche se vario e articolato. È solo per comodità che esaminiamo a parte l'elogio della carità (1 Cor 13). La varietà dei doni:La chiesa di Corinto era una comunità ricca di carismi (1 Cor 12,1-11), ma con due pericoli: quello di illudersi che la presenza dello Spirito fosse sufficiente a garantire la fedeltà alla tradizione, la correttezza morale, l'unione comunitaria; e quello di sopravvalutare indebitamente alcuni carismi (ad esempio, il carisma delle lingue) a scapito degli altri (ad esempio, i carismi del servizio). Paolo afferma anzitutto che la varietà dei doni discende dallo Spirito.

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San Giovanni Crisostomo - Panegirici di S. Paolo

Nessun Padre della Chiesa ha manifestato tanta ammirazione nei confronti dell’Apostolo delle genti come il Crisostomo, il quale commenta in forma omiletica tutte le epistole paoline, compresa la Lettera agli Ebrei, e ci offre, come nel caso della Lettera ai Galati, un’esposizione continua del testo. Nell’opera Panegirici su san Paolo, ed. critica, Jean Chrysostome. Panégyriques de S. Paul, par A. Piedagnel [SCh 300], Paris 1982; trad. it., a cura di S. Zincone (Collana di Testi patristici, 69), Città Nuova, Roma 1988, che contiene sette discorsi in lode di S. Paolo, il C. esalta la personalità, lo zelo apostolico e le virtù dell’Apostolo.

Dialogo ecumentico

Sedicesima Assemblea IdR 2006

“L’IRC per una scuola della convivenza civile” è il tema che abbiamo scelto per questo appuntamento formativo di fine anno. Secondo la riforma scolastica Moratti (sospesa nella sperimentazione del secondo ciclo), tutte le discipline hanno lo scopo di convergere e “produrre” la convivenza civile in ogni sua dimensione (educazione alla cittadinanza, stradale, ambientale, alla salute, alimentare, all’affettività). Ora, quale contributo – ed è la finalità primaria di questo incontro di studio – può dare l'IRC e specialmente il docente di religione per una scuola che educhi e sia luogo di convivenza civile? Lo stimolo per il nostro confronto è stato affidato a due relazioni. Con la prima il prof. Fernando Cerchiaro (Dirigente scolastico al Liceo di Cittadella e già Presidente diocesano dell’AC) ci ha aiutato a cogliere, nel contesto della riforma, il significato attribuito al tema della convivenza civile, così da evidenziare quale profilo di scuola emerge e quali sfide essa è chiamata ad affrontare.

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Primo meeting nazionale IRC

1° meeting nazionale “IRC: un contributo culturale alla scuola della persona” Il 7–8- 9 ottobre si è svolto a Roma il primo meeting nazionale sull’Insegnamento della Religione Cattolica, organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana, dal titolo: “IRC: un contributo culturale alla scuola della persona”. Al convegno sono convenuti circa 700 docenti di religione di tutta Italia, nonché quattro docenti della diocesi di Vicenza: il sottoscritto Lamberto Menti (ins. della scuola secondaria di primo grado), Anna Perlotto (ins. della scuola secondaria di secondo grado), Maristella Fanin (ins. della scuola primaria) e Giovanni Filippi (ins. della scuola dell’infanzia). Diverse sono state le relazioni in quei giorni e quindi significativi gli spunti per una riflessione. E’ stato detto che l’IdR lavora nella scuola per la formazione culturale della persona; e lavorare nella scuola significa entrare nel cuore della società. L’IdR contribuisce al bene del Paese.

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Colonia, la prova di fede di una generazione di giovani

Fun, fun, fun! (Divertimento, divertimento, divertimento!). Con questo titolo maliziosamente fuorviante, un quotidiano di Colonia ha deciso di annunciare ai propri lettori l’arrivo in città, a partire dal 16 e fino al 21 agosto, di migliaia di pellegrini cattolici per incontrare Papa Benedetto XVI. E con questa provocatoria accoglienza è iniziata anche per me una settimana che difficilmente potrò dimenticare. Delle Gmg pensavo di sapere quasi tutto. Mi ero ben documentata e aggiornata, avevo visto videocassette, CD rom e inoltre le giornate di Parigi, Tor Vergata, Toronto fanno ormai parte di un’esperienza che è diventata comunitaria e che si inserisce nel cammino di tutta la chiesa,

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