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L'arte religiosa a Vicenza: la basilica dei martiri di San Felice e Fortunato

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Presentare le affascinanti strutture architettoniche della Basilica dei Santi Felice e Fortunato di Vicenza dopo quanto è stato detto e scritto sull’argomento è una sfida d’onore da raccogliere conoscendo gli elaborati più aggiornati della professionalità, più volte esibita con successo. Tuttavia sembra doveroso intervenire per non lasciare niente di intentato di fronte alle richieste delle nuove generazioni, sempre in ricerca di forme architettoniche nuove, geniali o, permettete, “poetiche”, evocatrici del difficile gioco d’amore o di odio sempre suscitato dallo “spazio sacro”, rappresentato dalle chiese. Accostiamoci dunque alla Basilica dei Santi Felice e Fortunato, che chiamerei la Basilica Martyrum di Vicenza per la sua alta funzione di custodire e venerare le storiche reliquie dei martiri Felice e Fortunato e di cui in altra parte abbiamo parlato, per conoscere gli insegnamenti della storia e dell’archeologia cristiana, l’importanza del culto liturgico e popolare, i pregi dell’arte di tutti i tempi, arte capace di esprimere i valori della cultura e di ispirare i sentimenti della fede.

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Il credo della chiesa di Aquileia

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Nei primi secoli del cristianesimo numerose Chiese d’Occidente e d’Oriente avevano un proprio credo o simbolo (symbolon, -lum) di fede. Esso – come spiega Rufino nell’ “Expositio symboli” 1 – è come un signum, un segno, un emblema distintivo della religione cristiana. Nel simbolo si condensava e riassumeva l’insegnamento durante il competentato per coloro che volevano diventare cristiani; abitualmente, secondo la prassi catecumenale del IV secolo, veniva consegnato assieme al Padre nostro – il simbolo ordinato al battesimo, il Padre nostro all’eucaristia – nella Domenica delle Palme.

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La Bibbia nella cultura europea e in italia

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Intervista al prof. Cesare Bissoli Don Cesare Bissoli, salesiano veronese, noto biblista e docente all’Università Pontificia Salesiana, responsabile nazionale dell’Apostolato biblico - che ha dato recentemente alle stampe un volume, frutto della sua trentennale esperienza di insegnamento, dal titolo “Va’ e annuncia. Manuale di catechesi biblica” (Elledici 2006) - si è reso disponibile a rispondere ad alcune nostre domande sulla situazione biblica in Europa e in Italia. 

 

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Per una rilettura bibblica degli OSA dell'IRC

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Osservazioni preliminari. a. Negli Obiettivi Specifici di Apprendimento di ogni ordine e grado si fa riferimento a sei grandi categorie: 1. La preghiera, apertura alla vita come ‘mistero’ e chiave per una presentazione della religione che non si limiti alle sue manifestazioni culturali ma ne colga il nucleo essenziale. 2. La figura di Gesù di Nazaret, centro della vita cristiana. 3. La Chiesa, presenza e azione di Gesù nel tempo.

 

Rilettura teologica OSA

Il signifivato ebraico del Sabbath

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Nella vita religiosa dell’ebraismo il Sabato ha un ruolo fondamentale. Questo giorno (che inizia con il tramonto del Venerdì e finisce con l’uscita delle stelle della sera di Sabato) non è soltanto un momento festivo e di riposo. Nella storia dell’umanità – che deve agli ebrei l’idea di un riposo settimanale – questa istituzione è stata una conquista rivoluzionaria; prima degli ebrei il riposo non era affatto regolato periodicamente; i Romani, quando scoprirono questa istituzione, accusarono gli ebrei di sprecare nell’ozio un settimo della loro esistenza. Con l’istituzione del Sabato inoltre l’intera società fu posta sullo stesso piano, con il diritto per tutti (schiavi e animali compresi) di riposare. Ma la prospettiva sociale, per quanto importante, non esaurisce il senso dell’istituzione, che porta nella sua essenza un profondo.

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La misericordia di Dio nel contesto delle scritture giudaico-cristiane

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Giovanni Paolo II incontrò i giovani musulmani presso lo stadio di Casablanca, il 19 agosto 1985 e nel contesto di un memorabile discorso, parlando di Dio, disse loro: «Siamo tutti sotto il suo sguardo. Oggi egli è il primo testimone del nostro incontro. È lui che pone nei nostri cuori i sentimenti di misericordia e di comprensione, di perdono e di riconciliazione, di servizio e di collaborazione. I credenti, che noi siamo, non devono riprodurre nella loro vita e nella loro società gli eminenti titoli che le nostre tradizioni religiose gli riconoscono? Cerchiamo dunque di essere disponibili a lui, di essere sottomessi alla sua volontà, agli inviti che ci rivolge. Così le nostre vite ritroveranno un nuovo dinamismo». Da queste parole vogliamo partire e a queste parole torneremo, per concludere il nostro discorso. Procediamo con la tecnica del flash back.

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La BIbbia il libro del nostro futuro

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“La Bibbia, il libro del nostro futuro”: è in estrema sintesi il pensiero del Card. C.M. Martini a riguardo dell’Europa di domani 1 . E’ così suggestivo e pertinente l’asserto, da essere ripreso e fatto oggetto di studio nella diocesi di Vicenza. Rappresenta un obiettivo culturale di grande spessore, per il cui conseguimento diventa necessaria una articolata e solida riflessione sull’apporto della Bibbia alla cultura europea. E’ quanto intendiamo qui svolgere tenendo presente l’ambito della scuola in Italia. Ci fa da stimolo l’appassionato impegno che una associazione laica, Biblia, sta portando avanti perchè la Bibbia, ‘libro assente’ diventi ‘libro ritrovato’, entrando nella scuola di tutti e per tutti 2 , non in sostituzione dell’insegnamento della religione cattolica (IRC), ma semmai integrandone il servizio tramite l’intervento di altre discipline.

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