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Per un cinema di idee

Anche questo libro, come il precedente La vita nel cinema, contiene delle letture di film, eseguite secondo l a metodologia Taddei, che sono state pubblicate sulla rivista “EDAV” (Educazione audiovisiva). Questa volta sono cinquanta i film che vengono presentati ed analizzati e si è pensato ad un titolo che intende sottolineare la natura espressiva e comunicativa dell’opera filmica. Troppo spesso, quando si parla di film o comunque di opere che utilizzano il linguaggio dell’immagine, si fa riferimento solo alle emozioni: famosa la frase nel film Amarcord di Fellini: “Era tanto bello e ho pianto tanto”; così come le domande che insulsamente vengono rivolte nelle interviste televisive a persone colpite da drammi personali o familiari: “Che cosa ha provato?”. Ma possibile che a nessuno venga in mente di fare la domanda: “Che cosa ne pensa?”. Il pensiero, le idee sono diventate un optional? Niente vieta da un film di far leva anche sulle emozioni, sia per motivi spettacolari, sia per rendere l’opera più fruibile da parte del pubblico. Ma se è vero che il cinema è un mezzo di comunicazione e che, come diceva Taddei, “Dietro ad un’immagine c’è sempre un’idea”, non è forse giusto, prima di tutto, cercare di cogliere l’idea che l’autore ha di fatto espresso realizzando il suo film? Il film può suscitare emozioni, ma esprime anche delle idee. Non è un caso che sempre più gli educatori (insegnanti delle varie discipline, ma anche genitori, sacerdoti, ecc.) sentano il bisogno di utilizzare dei film per affrontare certi argomenti o per trattare certe tematiche, consci del fatto che il linguaggio dell’immagine, che ormai è diventato “il linguaggio dei giovani”, possiede una straordinaria efficacia dal punto di vista comunicativo per la sua forza evocativa e per l’attenzione che suscita. A due condizioni. Che si utilizzino dei film che veramente “dicono” qualcosa, cioè che esprimono l’idea (l’interpretazione) dell’autore su certi temi che si intendono affrontare; idea che può essere poi approfondita e discussa. Questo si chiama Educare con l’immagine, per favorire una nuova didattica capace di suscitare interesse e partecipazione da parte dei recettori. Che tali film vengano “letti” con una valida metodologia, per liberare il recettore dalle comunicazioni inavvertite, che sono oggi quanto mai pericolose e fonte di massificazione, e per poter cogliere tutta la ricchezza dei messaggi che possono favorire la riflessione e l’approfondimento. Questo si chiama Educare all’immagine Mi auguro che questo libro, che si sforza di coniugare questi due aspetti, possa essere di aiuto per gli insegnanti e per gli educatori in genere per affrontare, nell’ambito delle varie discipline, argomenti e tematiche di grande spessore e attualità con un linguaggio efficace ed affascinante.

A cura di Olinto Brugnoli

Informazioni aggiuntive

  • Autore: Olinto Brugnoli
  • Editore: Edizioni Messaggero
  • Pagine: 512
  • Anno: 2018
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