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L’UNITA’ PASTORALE CASTELGOMBERTO-TRISSINO SULL’IRC

Con tanto piacere segnaliamo riportando l’intervento dell’Arciprete dell’Unità pastorale, don Lucio Mozzo, in occasione dei mesi dedicati ad informare e sensibilizzazione sull’IRC. Grazie per questa attenzione e per il sostegno! A.B.  
 

RELIGIONE A SCUOLA, FUCINA DI UMANITA'

Gennaio è per la scuola tempo di iscrizioni: già si pensa al prossimo anno scolastico e, scegliendo istituti e indirizzi, si fanno considerazioni circa l'incidenza della formazione sugli scenari concreti della vita dei singoli e della società. C'è chi non ha alcuna fiducia nella scuola, nei programmi e nei metodi, nel corpo docente, e c'è chi al contrario si aspetta da essi anche ciò che non possono dare, almeno da soli. Sarebbe forse più saggio prendere coscienza dei vari strumenti che alla scuola fanno capo per discernere, valorizzare, migliorare. Le statistiche dicono che in Italia quasi il 90 per cento dei ragazzi sceglie l'insegnamento della religione cattolica (IRC) nella scuola dello Stato: la percentuale è andata lentamente calando (anche in corrispondenza dell'aumento degli stranieri e dei non cristiani), ma le cifre sono tuttora di valore assoluto, anzi sono sempre più numerosi i non italiani e i non cattolici a usufruire di questa materia scolastica che, lo ricordiamo, non sostituisce il catechismo, ma aiuta a conoscere le nostre radici che affondano nel cristianesimo, promuove la sensibilità religiosa e favorisce l'incontro e il dialogo in un clima di “gratuita” ricerca del senso della vita. A pensarci bene, l'IRC può essere - nell'attuale clima sociale – un luogo e uno strumento preziosissimi per attrezzare le giovani generazioni ad affrontare correttamente e serenamente il grande problema del rapporto tra religioni diverse chiamate a convivere oggi, molto più che in passato, su un territorio abituato piuttosto a un monopolio confessionale, appunto la fede cattolica, sia pure diversamente intesa e parzialmente praticata dalla popolazione residente. Cosa c'è di meglio che avere una visione chiara e documentata della sostanza del messaggio di Gesù Cristo e insieme rendersi conto di persona dei principi basilari dell'Islam quali emergono dal Corano per mostrare l'infondatezza di ogni integralismo religioso e l'assurdità della pretesa di dar lode a Dio togliendo la libertà e persino la vita a quei figli suoi che lo chiamano con un nome diverso? E' l'ignoranza che crea i fantasmi della paura con la conseguente ostilità. Ed è invece conoscendo di più la propria e - per quanto possibile - l'altrui fede che si scoprono, con stupore e con gioia, i punti comuni: l'amore del Padre, il desiderio condiviso della pace e della giustizia, il primato della persona umana. In altre parole, si risale a ritroso verso la Fonte che è Una e Luminosa. Sono la superficialità e il materialismo che dipingono gli altri, gli immigrati, i profughi come pericoli per la sicurezza e rivali o nemici del proprio benessere. E sono invece l'interiorità e lo spirito a rivelare che le persone tutelate nella loro dignità possono contribuire al progresso di tutti. Da queste brevi riflessioni si evince la grande responsabilità dei docenti di religione nella scuola di tutti. Oggi sono quasi tutti laici, testimoni credibili, educatori competenti e capaci di relazioni vere e buone. Orientando anche per il futuro i ragazzi e gli adolescenti a questo insegnamento, fucina di umanità, manifestiamo loro apprezzamento e sostegno. Oltre a ricordarli nella nostra preghiera.

d. Lucio

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