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Messaggio CEI 1999-2000

Messaggio della Presidenza della CEI agli alunni e alle loro famiglie sull'insegnamento della Religione Cattolica

Il termine per le iscrizioni all'anno scolastico 1999-2000, fissato per il 25 gennaio prossimo, è occasione per ribadire le responsabilità che tutti, docenti, genitori e studenti hanno nei confronti della scuola, anche per quanto riguarda la scelta se avvalersi o meno dell'Insegnamento della Religione Cattolica. È un appuntamento che, sebbene consueto, ha sempre un grande valore umano e civico, specialmente oggi che la scuola vive profonde trasformazioni. 1. In una società dai rapidi mutamenti esiste il rischio dell'impoverimento culturale, della perdita di memoria del passato, con il conseguente venir meno del senso di appartenenza al cammino di un popolo e perfino della storia dell'umanità. L'ora di religione è una grande opportunità per l'educazione morale e spirituale, per riscoprire e riappropriarsi delle proprie radici e per progettare il futuro, facendo tesoro di quanto di più prezioso le generazioni passate hanno maturato e consegnato a noi per lo sviluppo della civiltà. Negarsi la conoscenza dell'esperienza religiosa equivale anche a privarsi di qualcosa di essenziale per la propria vita: la dimensione religiosa è infatti componente fondamentale dell'esistenza della persona e dovrebbe accompagnarne il cammino, in modo speciale nelle fasi della crescita. L'Insegnamento della Religione Cattolica intende offrire ai fanciulli, ragazzi e giovani la possibilità di conoscere valori essenziali per la loro formazione globale e portarli, attraverso le forme della cultura, ad un incontro autentico con il Vangelo e con la persona stessa di Gesù, per sostenere scelte di vita motivate e perciò veramente libere e responsabili. per questo, l'eventuale disattenzione, noncuranza, indifferenza della scuola e delle famiglie verso la religione, rappresenta una grave perdita per le nuove generazioni e per la loro formazione. 2. La Conferenza Episcopale Italiana ha avviato quest'anno un processo di sperimentazione e di ricerca sui programmi dell'Insegnamento di Religione Cattolica perché, dopo l'esperienza di questi anni, possano meglio rispondere ai bisogni educativi dei destinatari e alla presentazione della religione cattolica nel contesto del pluralismo sociale e religioso odierno. Il primario e insostituibile riferimento alla Religione Cattolica, ai suoi contenuti e all'esperienza di quanti oggi ne condividono la fede, viene sempre più collegato con l'apertura al fenomeno religioso, alle altre religioni e alle altre confessioni cristiane. Occorre rifuggire da una parte da ogni chiusura incapace di aprirsi al dialogo e al confronto, e dall'altra da un generico discorso di fenomenologia religiosa o delle religioni, che rischia di sminuire l'identità stessa del cattolicesimo e del suo significato per l'uomo d'oggi. L'ora di Religione intende aiutare ad aprirsi con capacità critica al dialogo interreligioso, rendendo più consapevole e matura la propria identità religiosa. 3. Per questi motivi raccomandiamo a tutti, studenti e famiglie, l'adesione all'ora di religione. L'appello è rivolto il particolare agli studenti delle scuole superiori, che proprio in questo campo sono invitati a decidere personalmente, con una delle prime espressioni della loro responsabilità. Intono all'ora di religione rimangono ancora problemi che chiedono soluzione e su cui assicuriamo il nostro impegno, in particolare circa un nuovo stato giuridico dei docenti di religione, di cui sta discutendo la Commissione Cultura del Senato. A tutti questi docenti esprimiamo vera gratitudine, invitandoli a saper qualificare sempre più la proposta educativa e culturale che l'Insegnamento della Religione porta alla scuola. A tutti, docenti, famiglie e studenti, che ricordiamo al Signore con affetto, va il nostro incoraggiamento, certi che la viva presenza del Vangelo nella scuola italiana sarà fonte di arricchimento per tutta la società.

Roma, 07 dicembre 1998. 

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