See other templatesSee other templates

Sei qui: HomeMondo IRCLa storiaConcordato del 1929

Concordato del 1929

Le informazioni contenute in questa pagina sono tratte da: BOLLIN A. (ed.), L'insegnamento della religione oggi. Compendio sull'I.R.C. per docenti, operatori pastoriali e famiglie = Strumenti per l'I.R.C. 11, (Leumann 1999) 9-10. Si rimanda al testo originale per ogni approfondimento

Il clima muta con l'avvento del fascismo, interessato ad un accordo con la Chiesa e con il diffondersi del pensiero idealista, che vedeva nella religione una fase necessaria e preparatoria allo studio della filosofia, un «inizio di sapienza» capace di dare unità e organicità al sapere. All'esponente più significativo dell'idealismo, Giovanni Gentile, Benito Mussolini affida il ministero della Pubblica Istruzione. Questi mette mano alla riforma globale del sistema scolastico italiano e reintroduce l'insegnamento della Religione nella scuola elementare con frequenza obbligatoria. «A fondamento e coronamento dell'istruzione elementare in ogni suo grado è posto l'insegnamento della dottrina cristiana, secondo la forma ricevuta dalla tradizione cattolica» (Circolare Ministeriale n. 77 del 1924). La religione cattolica era, allora, «la sola religione dello Stato» (come si dichiarava già nello Statuto Albertino del 1848), ma il ministro Gentile, prima del Concordato tra Stato e Chiesa, colloca nella scuola laica l'insegnamento religioso in virtù del suo intrinseco valore culturale e civile. Tuttavia quel «fondamento e coronamento» non significava che l'Insegnamento della Religione fosse l'apice del processo educativo, ma una tappa intermedia, per cui lo si escludeva quando l'alunno passava ai gradi scolastici superiori. I ministri della Pubblica Istruzione che succedono al Gentile orientano, con alcuni ritocchi, la scuola secondo una logica favorevole allo stato fascista, il quale vuole formare la gioventù e inculcare la propria ideologia sottraendola alle associazioni cattoliche (Scout, Azione Cattolica). Intanto, mediante provvedimenti particolari, l'Insegnamento della Religione diviene facoltativo anche nelle scuole secondarie. Questo quadro favorevole apre alla conciliazione tra Stato e Chiesa, che si concretizza nei «Patti Lateranensi», firmati da Mussolini e dal card. Pietro Gasparri, l'11 febbraio 1929. Nel «Trattato Politico», che dà soluzione alla «questione romana», si afferma che la religione cattolica, apostolica e romana è la sola religione dello Stato. Nel testo del «Concordato per i rapporti fra Chiesa e Stato» la chiave di volta dell'orientamento circa l'Insegnamento della Religione è l'art. 36, dove si legge: Tale insegnamento sarà dato a mezzo di maestri e di professori, sacerdoti o religiosi, approvati dalla autorità ecclesiastica e successivamente a mezzo di maestri e professori laici, che siano a questo fine muniti di certificati di idoeità, da rilasciarsi dall'Ordinario diocesano. La revoca del certificato da parte dell'Ordinario priva senz'altro l'insegnante della capacità di insegnare.

Legge n. 810 del 27 maggio 1929, Art. 36: «L'Italia considera fondamento e coronamento dell'istruzione pubblica l'insegnamento della dottrina cristiana secondo la forma ricevuta dalla tradizione cattolica. E persiò consente che l'insegnamento religioso ora impartito nelle scuole pubbliche elementari abbia un ulteriore sviluppo nelle scuole medie, secondo i programmi da stabilirsi d'accordo tra la Santa sede e lo Stato. Tale insegnamento sarà dato a mezzo di maestri e di professori, sacerdoti o religiosi, approvati dalla autorità ecclesiastica e successivamente a mezzo di maestri e professori laici, che siano a questo fine muniti di certificati di idoeità, da rilasciarsi dall'Ordinario diocesano. La revoca del certificato da parte dell'Ordinario priva senz'altro l'insegnante della capacità di insegnare. Del detto insegnamento religioso nelle suole pubbliche non saranno adottati che i libri di testo approvati dall'autorità ecclesiastica». Del detto insegnamento religioso nelle suole pubbliche non saranno adottati che i libri di testo approvati dall'autorità ecclesiastica». L'Insegnamento della Religione ora è presente in nome di un accordo pattizio più che per ragioni culturali o scolastiche. E presente nella scuola per tutti, con obbligo di frequenza e possibilità di esonero e non prevede voti ed esami, ma una nota da annettere alla pagella. L'Insegnamento della Religione viene «ghettizzato»: affidato alla Chiesa, che può svolgere così la catechesi scolastica, come rivelano i programmi pubblicati nel 1930. Per venire incontro a questa nuova situazione e coordinare l'attività inerente all'Insegnamento della Religione scolastico nelle scuole dello Stato, Pio XI, tramite una circolare della Sacra Congregazione del Concilio del 12 dicembre 1929, invita le diocesi italiane a istituire l'Ufficio catechistico. 

Go to top