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Ai docenti di Religione 16 agosto 2007

Vicenza, 16 agosto 2007

Cari Amici/che, tra qualche settimana, con la riapertura delle scuole, riprenderà il vostro generoso quanto apprezzato servizio nelI’IRC a favore delle nuove generazioni. Vi auguro fin d’ora un buon anno di lavoro, in una scuola ancora in trasformazione per rispondere alle esigenze della società; un anno scolastico ricco di soddisfazioni nel constatare la crescita dei vostri alunni in umanità e in cultura, anche religiosa. Desidero soffermarmi brevemente su un aspetto che qualifica la vita di ogni cristiano, tanto più quella di un docente di religione cattolica: la comunione ecclesiale. La Nota CEI del 1991 “Insegnare religione cattolica oggi” indicava, tra i tratti specifici dell’IdR, proprio la comunione con la Chiesa (n. 22). E il Comunicato del Consiglio Permanente CEI del 3 aprile scorso ribadiva la necessità per l’IdR di sentirsi e operare nella comunione ecclesiale (cfr. “Avvenire”, 4 aprile 2007, 15-16). Del resto c’è pure un segno eloquente che manifesta il vostro essere, sentirvi ed operare in sintonia con la Chiesa: il riconoscimento di idoneità all’IRC da parte del Vescovo. Con esso si esprime un rapporto di fiducia, più che un vincolo, tra il Vescovo e l’IdR; esso è garanzia di autenticità del vostro servizio scolastico; inoltre diventa impegno serio e costante di partecipazione alla vita della diocesi e della comunità cristiana di appartenenza. Auspico pertanto che in quest’anno ognuno/a di voi rifletta su questo aspetto, impegnandosi a verificare la propria sintonia con il cammino della Chiesa, sentendosi chiamato ad esserne parte attiva.  La comunione ecclesiale si alimenta, innanzitutto, con una solida spiritualità evangelica: la preghiera quotidiana, l’Eucaristia festiva, i momenti di silenzio e di ritiro offerti per voi dalla diocesi, devono accompagnarvi nel vostro itinerario di discepoli del Signore.  La comunione ecclesiale si consolida, poi, mettendo i propri doni, le proprie competenze al servizio delle parrocchie in cui vivete, per farle crescere come famiglia dei figli di Dio, seguendo con simpatia il cammino che la Chiesa particolare compie: penso al documento “Cristiani di diventa”, alla mia lettera pastorale del 2005 “Coraggio, sono io, non abbiate paura”, alla Visita pastorale in atto, al Sinodo dei giovani.  La comunione ecclesiale domanda sintonia con il magistero del Papa e dei vescovi, che su tanti aspetti e problemi della vita offrono orientamenti, rivolti sempre al bene dell’uomo e dell’umanità. Un aiuto, in questo senso, vi viene offerto dai corsi di formazione che annualmente vengono proposti dall’Ufficio diocesano per l’IRC, ai quali vi raccomando la frequenza assidua.  La comunione con la Chiesa si deve percepire nel vostro quotidiano, e non sempre facile, insegnamento scolastico. I ragazzi hanno diritto di trovare in voi dei credenti, convinti e contagiosi, che sanno proporre, in piena sintonia con al Chiesa, un lettura cristiana della realtà che li circonda, una lettura che risulta spesso controcorrente rispetto al pensiero comune mercanteggiato dalla società di massa. Comunione ecclesiale vuol dire amare la Chiesa, la quale vi ha generati alla fede; vuol dire testimoniare con la vita la fede in Gesù Cristo, che ha voluto la Chiesa per continuare la sua opera nel mondo. È affascinante e commovente l’apparizione di Gesù Risorto al lago di Tiberiade (cfr. Gv. 21,1-19) dove, dopo aver consumato il pane e il pesce, chiede a Pietro “Simone di Giovanni, mi vuoi bene?”. Pietro, che prontamente risponde “Signore, tu sai che ti voglio bene”, ci rappresenta tutti: egli conferma nei secoli l’amore per il Signore, l’amore della Chiesa per Lui. Coltivate, miei cari, la comunione ecclesiale. Cercate sempre la comunione con la Chiesa, lavorate per far crescere la comunione tra i discepoli del Signore, anche con la vostra presenza ed opera nella scuola. La Chiesa è sempre al servizio del Regno di Dio, è al servizio dell’intera umanità. “La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” (2 Cor 13,13). Vi confermo la mia stima, il mio sostegno nella preghiera e a tutti/e rivolgo un cordiale saluto.

+ Cesare Nosiglia, arcivescovo vescovo di Vicenza 

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