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E se l'insegnante di classe vorrebbe tornare a insegnare IRC?

E SE L’INSEGNANTE DI CLASSE VOLESSE TORNARE AD INSEGNARE RC?!

Facciamo un po’ di chiarezza su idoneità, requisiti canonici e timori vari Entro il 30 marzo al nostro Ufficio per l’Irc dovranno pervenire le richieste di disponibilità all’IRC da parte degli insegnanti titolari di classe della scuola primaria e dell’infanzia. Precisiamo che per quanto riguarda il settore infanzia non dovrebbero esserci “sorprese” particolari in quanto la riforma Gelmini non comporta modifiche all’attuale presenza delle due insegnanti per sezione ed eventuale Idr. Per la scuola primaria invece si prefigura un ridimensionamento del personale docente dovuto principalmente all’eliminazione delle compresenze sia nelle classi a modulo che a tempo pieno. È evidente che questi tagli modificheranno sensibilmente l’organizzazione scolastica, nonché la didattica. Sono sorti così anche dei timori, in realtà a nostro avviso infondati, di vari insegnanti di classe che, non svolgendo le due ore di religione perché affidate ad uno specialista, temono di essere utilizzati in maniera frammentaria in altre classi o plessi. Allarmati da questa possibilità, coloro che sono in possesso del decreto di riconoscimento d’idoneità, sarebbero quindi intenzionati a tornare ad insegnare religione (IRC). Se ciò corrispondesse al vero sia le cattedre degli IdR di ruolo che di quelli a tempo determinato potrebbero risultare rispettivamente frazionate e ridotte. Abbiamo quindi posto il quesito ad esperti in materia che da anni seguono con attenzione i problemi giuridici degli IdR e cioè al prof. Cicatelli Sergio, dirigente scolastico e consulente del Servizio Nazionale per l’IRC della CEI, e al prof. Nicola Incampo, direttore dell’Ufficio Scuola della diocesi di Tricarico e curatore delle risposte a carattere giuridico nel link “insegnamento religione cattolica” del sito www.culturacattolica.it . Di seguito abbiamo riassunto sotto forma di domanda - risposta alcuni passaggi importanti.

Domanda: È fondato il timore dei titolari di classe di essere utilizzati in altre classi se non sono disponibili all’IRC?

Risposta: ( prof. Incampo): Un maestro che non insegna IRC non rischia di perdere il posto né di insegnare in altri plessi, perché: • al maestro “unico” vengono assegnate 22 ore settimanali. • Fra le 22 ore settimanali ci sono anche le due ore di religione cattolica e le ore di inglese. • Se il maestro è idoneo e disponibile ad insegnare IRC e “abilitato” ad insegnare inglese, in quella classe starà 22 ore alla settimana, perché insegnerà sia religione che inglese; • Se il maestro non è idoneo e/o disponibile ad insegnare IRC, ma “abilitato” ad insegnare inglese, sarà comunque destinatario di 22 ore settimanali, ma insegnerà per 20 ore e sarà una risorsa per quella classe e/o per quella scuola per eventuali attività di arricchimento per 2 ore settimanali. • Se il maestro non è idoneo e/o disponibile ad insegnare IRC, e non è neanche “abilitato” ad insegnare inglese, sarà destinatario di 18 ore settimanali; delle quattro ore mancanti: 2, quelle di inglese, verranno traslate allo specialista, che riporterà il monte ore a 20 – dando la possibilità al dirigente di occupare il maestro “unico” per quelle 2 ore (di inglese per capirci) anche in altre classi e/o plessi, mentre per 2 ore di religione verranno comunque spese dal maestro prevalente solo per un eventuale arricchimento – per capirci facendo lievitare alla scuola il monte ore annuo per ogni classe. Questo significa che se in una scuola ci sono specialisti di religione questi fanno lievitare ore e risorse umane nella scuola. Mentre lo specialista di inglese non produce alla scuola né danno e né arricchimento

Domanda : L’Idr incide sulla determinazione dell’organico funzionale della scuola?

Risposta: ( prof.Incampo) No. La Circolare Ministeriale numero 374 del 4 settembre 1998, tuttora valida, afferma: “Con riferimento ai quesiti pervenuti si precisa che l’insegnamento della religione cattolica da parte di personale specificamente incaricato non modifica gli obblighi di servizio degli insegnanti titolari nelle classi interessate ne incide sulla determinazione dell'organico funzionale d'istituto”. Domanda: Se un insegnante titolare in possesso d’idoneità intende tornare ad insegnare religione nella propria classe, può farlo anche se in quella classe già opera uno specialista? Risposta: (prof .Cicatelli) Precisiamo che in ogni caso, non è automatica la riconferma dell’affidamento dell’IRC, dato che dopo cinque, dieci o quindici anni che non si insegna Rc è lecito da parte della diocesi dubitare del permanere del requisito canonico dell’abilità pedagogica e pretendere una verifica, soprattutto se non si sono frequentati corsi di formazione periodici (che dovevano essere stati convocati con la esplicita clausola di valere ai fini del mantenimento dell’idoneità) . Inoltre è da tener presente la CM 374/98 che precisa che la richiesta di nuova disponibilità può essere presentata solo negli anni precedenti quelli in cui l'insegnante andrebbe ad iniziare un nuovo ciclo didattico, proprio per salvaguardare la continuità didattica dell'insegnante. Stando all’attuale ordinamento scolastico per inizio di ciclo s’intendono esclusivamente le classi prime e quarte. In merito alla riconferma dell’idoneità, l’ordinario diocesano, d.Antonio Bollin, nella lettera circolare indirizzata a tutti i dirigenti scolastici della diocesi e pervenuta alle segreterie scolastiche tramite l’USP di Vicenza, così si esprime: “Per chi desidera eventualmente riprendere l’IRC nella propria classe o sezione, dovrà ottemperare ad alcune condizioni: la partecipazione assidua all’aggiornamento specifico IRC, il non frazionamento delle cattedre di IRC affidate agli IdR a t.i. e a quelli incaricati annuali da tempo presenti nell’Istituto, le motivazioni serie di tale scelta.” Ciò a dire che,come affermava il prof. Cicatelli, se un’insegnante dopo un lungo periodo di non insegnamento intende riprendere, dovrà comprovare l’effettivo mantenimento dei requisiti canonici previsti. Da parte dell’Ufficio Diocesano per l’IRC vi è altresì l’impegno a ripensare per il futuro – in accordo con le altre diocesi del Veneto – le modalità di rilascio dell’idoneità, proponendo una preparazione più consistente rispetto all’attuale. Siamo consapevoli di non aver diradato tutti i dubbi, perché la materia è complessa e da parte dello stesso MIUR non vi è chiarezza: si susseguono bozze di regolamenti, circolari…ma in definitiva mentre scriviamo non abbiamo ancora letto un decreto definitivo in merito all’organizzazione scolastica. Ci auguriamo che questo accada quanto prima. Intanto continuiamo tutti con impegno e professionalità il nostro quotidiano servizio.

a cura di Guidolin Maria Chiara 

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