See other templatesSee other templates

Sei qui: HomeProfessioneAngolo giuridicoAltri documenti Precisazione sulla certificazione delle competenze a fine primo ciclo scolastico 70/07

Precisazione sulla certificazione delle competenze a fine primo ciclo scolastico 70/07

Conferenza Episcopale Italiana Servizio Nazionale per l’Insegnamento della Religione Cattolica

Roma, 23 maggio 2007
Ai Responsabili regionali per l’Irc p.c.
ai Direttori diocesani degli Uffici scuola – Servizio IRC Loro Sedi

Carissimi, facendo seguito alla circolare sulla valutazione appena inviata (Prot. 68/07IRC), da voi senz’altro fatta pervenire con sollecitudine a tutte le diocesi, riteniamo utile aggiungervi questa precisazione sulla certificazione delle competenze a fine primo ciclo scolastico (ex terza media). Lo facciamo su sollecitazione di tanti Idr che, proprio per avere maggiori chiarezze su questo punto, si sono rivolti al prof. Nicola Incampo. Con la presente non facciamo altro che far rimbalzare la sua risposta, dopo averla resa un po’ più scolastica. La domanda era formulata come segue: La ringrazio per la sua tempestiva, competente e cortese risposta in merito al voto dell'Idr che deve essere dato al momento dello scrutinio finale, ma in quella sede il voto proprio non viene espresso da parte del Consiglio di classe, dato che l'ammissione avviene pressoché d'ufficio. A questo punto mi chiedo a cosa serva la certificazione delle competenze conseguite in Irc! Le Circolari Ministeriali tutelano maggiormente gli alunni avvalentisi dell'Irc alla secondaria di II grado rispetto ai miei di I grado! Risposta: Un conto è la certificazione delle competenze, altro è …

  1. Una breve premessa. Gli alunni arrivano alla fine del percorso formativo della secondaria di primo grado (ex terza media) con due documenti di valutazione: - il giudizio disciplinare, di fine quadrimestre, che comprende la valutazione di ogni singola disciplina, non solo quelle sottoposte all’esame finale, come pure un giudizio complessivo; - il certificato delle competenze, che riguarda tutto il percorso formativo (biennio e monoennio); e mentre la valutazione delle discipline non d’esame è già definitiva, la valutazione delle discipline d’esame andrà completata e definita dopo l’esame.
  2. Per la certificazione delle competenze la risposta arriva dalla Circolare Ministeriale numero 84 del 10 novembre 2005, che recita: “La certificazione delle competenze scaturisce dalla somma qualitativa e quantitativa delle rilevazioni e degli accertamenti effettuati nel percorso scolastico, coinvolge nella maniera professionalmente più alta i docenti, perché si assumono la responsabilità di certificarle a livello iniziale, intermedio ed esperto.” Si arguisce che i livelli di valutazione sono due, delle “competenze di fine percorso formativo” e del “giudizio disciplinare”, senza che abbiano a sovrapporsi. La norma prevede che ogni scuola individui un modo originale e semplice per certificare le competenze. Il fatto che nel documento di certificazione preparato preventivamente dal Ministero non siano elencate le competenze relative all’Irc (come pure delle altre discipline opzionali/facoltative) non limita il riconoscimento delle competenze acquisite in Irc (oltretutto disciplina curriculare per chi se ne avvale), perchè viene richiesta la certificazione del percorso formativo globale dei singoli alunni. Prevede infatti situazioni in cui la scuola deve assumersi la responsabilità di registrare il lavoro svolto per garantire a tutti gli alunni, per tutte le discipline da essi seguite, la certificazione di quanto acquisito.
  3. Per la valutazione degli apprendimenti disciplinari quadrimestrali agli alunni verrà consegnata la scheda dove necessariamente tutti gli insegnanti, anche l’Idr per quanti si avvalgono dell’Irc, scriveranno “l’aggettivo conseguito” nel secondo quadrimestre (oltre che un giudizio complessivo).
  4. Il prof. Incampo nota con soddisfazione anche questo: che a rivolgersi a lui per lo tesso motivo ci sono stati anche dei genitori. Egli considera tutto questo un buon segnale sia per la partecipazione dei genitori alla vita della scuola sia perché è un altro modo, esso pure autorevole, di esigere che gli alunni che si avvalgono dell’Irc siano riconosciuti per la scelta fatta e per i risultati disciplinari ottenuti.

A cura del Servizio Nazionale per l’IRC 

Go to top