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La certificazione delle competenze

Con l’emanazione del D.M. n. 9 del 27 gennaio 2010 è diventata obbligatoria per la scuola la compilazione del modulo che certifica le competenze acquisite dagli studenti che completano il ciclo obbligatorio d’istruzione della durata di dieci anni, ciclo che coincide quindi con il termine del secondo anno della scuola secondaria di secondo grado. Il modello di certificato, allegato al Decreto e quindi unico su tutto il territorio nazionale, contiene una scheda riguardante le competenze di base ed i relativi livelli (sono tre: livello base, intermedio, avanzato) raggiunti dallo studente in relazione ai quattro assi culturali (asse dei linguaggi, matematico, scientifico-tecnologico, storico-sociale), entro il quadro di riferimento rappresentato dalle competenze chiave di cittadinanza da acquisire al termine dell’istruzione obbligatoria e che si trovano allegate al D.M. n. 139 del 22 agosto 2007. La compilazione del modello di certificazione deve avvenire al termine dello scrutinio finale delle classi seconde, senza soluzione di continuità tra gli adempimenti di scrutinio e quelli relativi alla certificazione. Ne consegue che quest’ultima appare come logica conclusione del lavoro del Consiglio di Classe, a cui partecipa a pieno titolo anche l’insegnante di religione. Fin qui il Decreto citato in premessa, che, con i suoi due articoli, precisa abbastanza bene l’obiettivo che vuole raggiungere, anche se lascia intendere che il modello presentato potrà subire in seguito modifiche essendo “in attesa della messa a regime del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione”. Del percorso che porta alla certificazione lo stesso Decreto dice poco, pur rappresentando questo un lavoro non semplice per la scuola. Un aiuto a tal proposito viene in qualche modo fornito allora dall’INDIRE con le “Indicazioni per la certificazione delle competenze”. Nella Nota l’INDIRE precisa che la valutazione delle competenze “è espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonché dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche” così come riportato anche dall’art.1, comma 2, del D.P.R. n. 122 del 22 giugno 2009. Si intuisce da quanto sopra che, se il modello di certificato è unico, l’insieme delle operazioni che portano alla compilazione della scheda possono essere diverse essendo di competenza del Consiglio di Classe e quindi frutto di decisioni di tipo collegiale. L’INDIRE comunque per questo fa riferimento alle valutazioni effettuate nel percorso di istruzione di ogni studente, raccomandando però di evitare l’automatica corrispondenza tra livelli di competenza e voti numerici; richiama inoltre l’attenzione sulla documentazione messa a disposizione dall’INVALSI in quanto “strumenti di valutazione e metodologie di lavoro oggettive utili alla comparabilità delle certificazioni…”. Nulla vieta, anzi sarà quasi indispensabile, che ogni scuola predisponga proprie prove finalizzate alla valutazione delle competenze, allo scopo anche di produrre ulteriore documentazione attestante e motivante il giudizio espresso in sede di Consiglio di Classe. L’INDIRE fa ancora una precisazione importante, che si riporta integralmente di seguito: “Ai fini della compilazione delle singole voci del modello di certificato, si precisa che il raggiungimento delle competenze di base va riferito a più discipline o ambiti disciplinari”. Ciò significa che ogni voce valutata non è riferita ad una specifica disciplina, ma a più di una, se non addirittura a più ambiti. Ne deriva, a parere di chi scrive, che anche l’IRC può trovare idoneo riferimento in più di una voce del modello di certificato; sarà compito dell’IdR contestualizzarla in sede di Consiglio di Classe.

G. SIMONETTO 

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