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La ferialità dell'IdR

UNA PROPOSTA INTERPRETATIVA DELLA RILEVAZIONE AVVALENTISI DELL’IRC

Nell’aprile scorso ad Assisi, nel corso del Convegno annuale dei Direttori degli Uffici per l’IRC, ci è stata proposta una interessante rilettura della rilevazione nazionale degli avvalentisi e non dell’IRC, che si effettua da più di 15 anni. Desidero condividere con voi qualche considerazione con uno sguardo al domani. 1. Gli alunni stranieri hanno contribuito ad abbassare – ma di poco – la percentuale dei no all’IRC (per la precisione il 48,9%), soprattutto nella scuola dell’infanzia del Nord. In futuro si prevede per la componente immigrata una flessione della partecipazione su base annua dello 0,35%. Tuttavia quasi il 50% degli studenti stranieri sceglie l’IRC: questo dimostra che tale disciplina possiede una sua autonoma capacità di attrazione la quale va aldilà della identificazione religiosa e fa ben sperare.

Per “la popolazione scolastica autoctona” vi sono due ordini di fattori determinanti nella scelta dell’IRC: i fattori di contesto (cioè l’appartenenza religiosa) e quelli di offerta (cioè la domanda educativa). Il primo dei fattori dice l’identificazione culturale e religiosa, il diffuso radicamento del cattolicesimo nel nostro Paese che conta ancora in gran parte del nostro territorio, ma probabilmente – ed è l’ipotesi che viene avanzata – aumenterà in futuro il peso del secondo fattore, cioè l’attrazione che esercita l’IRC a scuola per la sua valenza educativa, riconosciuta dalle famiglie e dagli stessi studenti. Perciò, allentandosi la spinta derivante dalla identificazione religiosa, occorrerà puntare maggiormente sulla qualità e sul tipo di offerta formativa che l’IRC e l’IdR sarà in grado di proporre. Questo viene confermato da un dato significativo: gli avvalentisi dell’IRC sono un numero maggiore dei cattolici dichiarati (cioè con quanti praticano almeno saltuariamente o conservano un minimo di rapporti con la parrocchia). I docenti di religione devono tener presente questo e formulare con/nell’ora di religione un’offerta che compenetri in modo equilibrato la necessaria conoscenza della religione con la formazione umana (su cui le famiglie e i giovani sono molto sensibili!).

L’IRC nella SS 2°

Si sa che nella SS 2° sono abitualmente gli adolescenti a decidere la scelta dell’IRC. Nel passaggio dalla SS 1° alla SS 2° si perde uno studente su 5 o su 4 (dipende dalle zone). Inoltre dopo la cresima, la pratica religiosa e il senso di appartenenza alla Chiesa registrano una notevole flessione. Pure tra le ragazze il distacco dall’appartenenza religiosa ha subito – con l’ultima generazione – una radicalizzazione. Allora sembra che gli interessi religiosi degli adolescenti vengano posti in una condizione di standby, di “sospensione”, in attesa che in età successive vi sia una ripresa di interesse e un possibile risveglio. L’ora di religione (frequentata nel Vicentino dagli studenti della SS 2° quasi il 90%) costituisce l’occasione ultima per tutta una fase della vita (passerà del tempo prima che giungano nuovi stimoli) per mettere a punto le proprie idee rispetto alla religione. Da qui si percepisce la responsabilità nostra e la sfida che siamo chiamati a vivere tra i banchi di scuola. C’è però un’altra preoccupazione che dovremmo tenere presente: se dovesse passare l’idea che essere giovane implica non frequentare l’ora di religione (come si è affermata quella di non andare a Messa), si registrerebbe in pochi anni un’inversione di tendenza dannosa. Occorre invece sostenere l’idea della bontà e bellezza dell’IRC, con la sua offerta educativa e di qualità (che incrocia i bisogni dei ragazzi e delle famiglie) in una società e cultura plurale.

IL PROGETTO FORMATIVO IRC 2011/12

Com’è consuetudine e impegno dell’Ufficio, grazie alla collaborazione della Presidenza e del gruppo di IdR formatori, vi viene consegnato il progetto formativo IRC per il prossimo anno scolastico.Naturalmente va data la precedenza ai due fine settimana sulle Nuove Indicazioni nazionali per l’IRC: chi non ha partecipato al corso di marzo 2011 e non si è ancora iscritto alla due giorni di ottobre o di dicembre è tenuto a farlo entro fine giugno. Tutte/i – come insieme abbiamo concordato – devono fare ogni sforzo per assicurare la costante presenza.Vi sono poi i consueti brevi incontri formativi, i pomeriggi di spiritualità e i due momenti comunitari per tutte/i. Ognuno/a può scegliere il suo percorso formativo compilando e inviando via e-mail la scheda. Ricordo che valgono ancora le disposizioni diocesane della frequenza di almeno 20 ore in un biennio; inoltre tutti i corsi sono riconosciuti e inseriti nel sito web dell’USR (vi potrebbero essere qualche modifica all’avvio dell’anno scolastico).Penso poi che nessuno/a vorrà mancare al primo appuntamento con il nostro nuovo Pastore, mons. Beniamino Pizziol ad ottobre, che inizierà ufficialmente il suo servizio in diocesi domenica 19 giugno… e cominceremo a camminare con lui.

L’IdR, L’UOMO DELLA FERIALITA’

Qualche anno fa partecipai a Torreglia (PD) ad un corso di esercizi spirituali per preti, guidati dal card. Marco Ce’, allora Patriarca di Venezia. Mi colpì un’espressione del cardinale: “Io sono un Vescovo feriale, non amo i grandi eventi… ma l’impegno, il lavoro quotidiano, feriale”. Mi sono ritrovato e rispecchiato in questo pensiero del Patriarca, ma mi piacerebbe che molti di voi fossero così: è nel quotidiano, nella continuità talvolta faticosa, nella ferialità che il nostro lavoro/servizio educativo con l’IdR potrà incidere nei nostri studenti. Rifletteteci!E vi auguro un tranquillo e riposante periodo estivo con un pensiero della scrittrice di origine armena, Antonia Arslan, comunicato durante il Festival Biblico, suggerendovi di mettere al posto di “giusti” l’IdR:“I giusti sono coloro che non guardano altrove”.Buone vacanze estive!

Don Antonio BollinVicenza, 13 giugno 2011 Memoria di S. Antonio di Padova 

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