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Il docente di Religione semina con perseveranza e fuducia nel campo della scuola....e raccolgierà frutti buoni!

Sarà capitato pure a voi – almeno tra coloro che da anni svolgono l’IRC, magari nel medesimo Istituto – di accompagnare un proprio alunno o uno studente nelle traversie della vita, incoraggiarlo o soltanto indirizzarlo con la pazienza e la saggezza di un educatore appassionato e che ama i propri ragazzi e, dopo anni, ritrovarlo divenuto un bravo ricercatore, uno stimato professionista o un collega di scuola, oppure ricevere l’annuncio di partecipare alla discussione della sua tesi di laurea, alla celebrazione delle nozze o ad altra scelta di vita. E’ capitato anche a me quest’anno. Con mia soddisfazione e un po’ di umano orgoglio, un mio studente del liceo di un tempo è stato ordinato presbitero. Ricordo la gioia del mio maestro di scuola elementare (che allora insegnava anche religione!) il giorno della mia prima S. Messa solenne al paese natale: ha partecipato intensamente alla celebrazione e durante la presentazione delle offerte si è messo in fila e mi ha donato una bella stilografica in argento, che conservo ancora. Sono anche queste le gioie di chi fa l’insegnante, di chi insegna religione e gode sempre della crescita dei suoi alunni, perché – nel trascorrere del tempo – rimangono per noi “alunni”. E, quindi, il nostro sevizio a scuola non è inutile, è un seminare carico di speranza e di fiducia: il bene seminato, i valori trasmessi con l’esistenza coerente e la parola illuminata, il clima di amore e serenità creato in classe… incidono e, dal piccolo seme, possono nascere frutti buoni. Il motto episcopale del Vescovo di Oria, mons. Alberico Semeraro, suonava così: “Spes messis in semine” (La speranza della messe sta nel seme).

Siamo in buona compagnia. Pure il beato Giovanni Paolo II – forse molti di voi non lo sanno – ha avuto, tra i maestri di riferimento, il proprio insegnante di religione. Nella camera da letto di papa Wojtyla nel palazzo apostolico vaticano a partire dal 1978 si ritrovano tre ritratti di tre figure che accompagnarono l’itinerario di Lolek verso il sacerdozio e nel resto della vita: padre Kazimierz Figlewicz, Jan Tyranowski (il sarto che anima la vita religiosa del quartiere e fa partecipare Karol al gruppo del “Rosario vivente” e) e Adam Chmielowski (fratel Alberto, che esercita una influenza sulla passione di Wojtyla per il teatro e l’arte). P. Figlewicz è stato l’insegnante di religione di Karol e vicario della sua parrocchia di Wadowice, di cui il futuro papa è stato uno dei chierichetti. Il sacerdote venne poi trasferito a Cracovia, nella cattedrale di Wawel, ma Karol non perdette i contatti con lui: lo visitò a Cracovia e lo ritrovò quando si trasferì in città per gli studi universitari. P. Figlewicz divenne il suo padre spirituale, negli anni della guerra e ne accompagnò la decisione di entrare in seminario. La figura paterna di p. Figlewicz è accanto a Karol, quando il 2 novembre 1946 celebra la prima Messa, proprio nella cattedrale di Wawel; e lo si ritrova accanto a Wojtyla nel 1958, durante la sua ordinazione episcopale sempre a Wawel (*). Il giovane prete K. Wojtyla, mandato a Roma dall’arcivescovo di Cracovia, il cardinale Sapieha, per completare gli studi teologici, viene accolto nel collegio belga e studia all’Angelicum, l’ateneo dei domenicani, tra il 1946 e il 1948. Rientrato in patria nel 1948, l’Arcivescovo invia Karol come vicario parrocchiale a 50 km da Cracovia, in una parrocchia rurale di circa 5.000 abitanti, Niegowic. Lì è incaricato dei giovani, dei bambini e del catechismo nelle scuole, il cui insegnamento era ancora permesso dal governo (sarà tolto nel 1953!). L’anno dopo, nel 1949, il card. Sapieha chiama Wojtyla a Cracovia, nella parrocchia di S. Floriano, a lavorare tra i giovani e nella pastorale universitaria, insegna catechesi in una scuola superiore (allora l’IRC si chiamava catechesi scolastica!). Nel 1951 Karol, a malincuore, deve abbandonare S. Floriano, dedicarsi completamente agli studi per diventare professore di etica sociale all’Università. Anche il futuro papa Giovanni Paolo II, quindi, è stato – come noi – insegnante di religione nella sua diocesi di Cracovia e su di lui ebbe una forte incidenza il suo docente di religione!

Questo Speciale IR è dedicato quasi interamente al progetto formativo IRC 2013/14. Noterete continuità nei corsi – rispetto agli anni passati – con qualche novità. Vorrei ricordare ad ognuno/a di voi che la formazione permanete è un diritto e dovere per ognuno di voi a favore della scuola stessa (non sempre ben considerata dall’opinione pubblica), di se stessi e di un IRC sempre più 4 qualificato. Secondo le disposizioni diocesane, è necessario - stabilendo un percorso personale - seguire almeno 20 ore in un biennio. Ma non si può mancare ai forti momenti comunitari. Desidero però sottolineare che va data la precedenza ai corsi legati alla conoscenza e alla applicazione delle Indicazioni nazionale per l’IRC, in modo che – soprattutto attraverso i laboratori zonali e la sperimentazione personale o di gruppo – si arrivi a redigere i percorsi didattici per le varie classi. Il lavoro sta per giungere a conclusione nel primo ciclo e nella scuola dell’infanzia, mentre il cammino è avviato per il secondo ciclo. Questo ha un obiettivo di fondo: creare una unità di indirizzo tra tutto il corpo docente di religione della diocesi. Naturalmente, ringrazio di cuore i colleghi che si stanno prodigando nell’organizzazione dei vari appuntamenti di aggiornamento Tutti i corsi sono riconosciuti e inseriti nel sito web dell’USR del Veneto (www.istruzioneveneto.it/formazione). Ci sono poi quattro momenti cui tutte/i sono tenuti a farsi presenti (e chi dovesse per ragioni personali mancare, è tenuto a giustificarsi): il 4 ottobre per la celebrazione d’inizio anno scolastico, che diventa per noi l’occasione di rinnovare nella chiesa cattedrale, attorno al Vescovo, il nostro Credo nell’Anno della fede, ormai alla conclusione; i due ritiri spirituali in Avvento e Quaresima; l’Assemblea di fine anno, che viene posticipata alla terza domenica di giugno per dare a tutti – non essendoci prime comunioni o feste di chiusura dell’ anno pastorale in parrocchia – l’opportunità di partecipare.

Infine aggiungo due raccomandazioni dettate dalla chiarezza. 1) Cercate di utilizzare - nelle nostre comunicazioni - la posta elettronica per ridurre i costi e per ra pidità di informazione. 2) Quando un IdR trova qualche grossa difficoltà in una scuola o si accorge che è elemento di divisione e non di armonia e comunione tra i colleghi, è bene che chieda di cambiare Istituto. Se questa scelta le/gli viene suggerita – per varie ragioni, sempre discutibili, cer to! – dal Direttore, non si faccia pregare due volte o non si ostini troppo. E’ uno dei tanti ingrati compiti di un responsabile operare anche questo! Siamo al servizio del bene dei ragazzi e della scuola e, per un bene superiore, un sacrificio s’ha da fare!

E concludo con due espressioni, che ci possono accompagnare in questo periodo estivo. - “Se noi amiamo Dio, abbracciamo il mondo intero. Amiamo Dio con tutti i nostri sensi nelle creature del suo amore. Dio ci attende in tutto ciò che incontriamo” (J. Moltmann, teologo luterano). - “Donare un sorriso rende felice il cuore: arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona. Non dura che un istante, ma il suo ricordo rimane a lungo” (F. Faber, teologo e poeta inglese).

Don Antonio Bollin Direttore
Vicenza, 31 luglio 2013 Memoria di S. Ignazio di Loyola

 

UN PENSIERO DI GRATITUDINE

Una parola di gratitudine cordiale rivolgo a quanti si impegnano costantemente per coordinare e rendere possibili - anche con piccolo servizi - i nostril numerosi corsi e le attività formative. Ad essi ricordo di fare riferimento a Serenella per verificare che tutto sia predisposto e per ritirare i materiali con i fogli per le firme.  Ringrazio pure l’équipe redazionale del nostro “Speciale IR” con Giorgia Caleari (che la guida) e quanti si rendono disponibili per dare una mano anche in Ufficio secondo le varie necessità e urgenze.  La riconoscenza va inoltre a chi coordina (Dino Caliaro) e collabora per la buona riuscita della nostra Assemblea annuale e a coloro che con generosità e competenza lavorano per predisporre le nomine.  Infine esprimo un sincere grazie all’équipe liturgica, “capeggiata” da Mariangela Gazzetta, che cura con passione e costanza i moment comunitari di preghiera e le celebrazioni, che richiedono sempre tante forze e collaborazioni per una buona riuscita. Anzi, raccomando a qualche IdR, competente in qualche strumento musicale, di farsi avanti e di prendere contatti con Mariangela per sostenere le nostre liturgie.

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