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Uno sguardo alla realtà nella luce della Pasqua

Sei considerazioni vorrei condividere con voi nel mezzo dell’anno scolastico e nell’itinerario quaresimale che sfocia nella festa di Pasqua.

 Dall’indifferenza alla paura è quanto sta generando il neo-Califfatto dell’Isis che dalla Siria e dall’Iraq è giunto in Libia e sulle coste del Mediterraneo. E più i tempi si allungano, più c’è il rischio che il fanatismo jihadista si allarghi a macchia d’olio sul continente africano. Abbiamo visto immagini di ferocia inaudita (perché “gli uomini in nero” sembrano essere esperti ad utilizzare bene i mezzi multimediali). Sono catturati, schiavizzati e uccisi musulmani di fede sciita, gli yazidi, i cristiani… A Mosul, in Iraq, le case dei cristiani, costretti a fuggire, sono state marchiate con la lettera Num (in vernice nera), cioè l’iniziale di Nasàrani, vale a dire seguaci del Nazareno e confiscate dalle milizie dell’autoproclamatosi califfo al-Baghdadi agli “infedeli”. Tutto questo ci interroga e ci sollecita a pregare per questi martiri del XXI secolo. È possibile che 20-40.000 persone tengano in scacco intere regioni e il mondo? E perché giovani, formatisi in Europa, nelle nostre scuole, sono corsi a ingrossare le loro schiere? Quando si pensa di chiudere loro i rubinetti dei soldi, delle armi vendute, del petrolio acquistato? Come sta muovendosi l’Europa, l’America e l’ONU? 

Dal 31 gennaio u.s. c’è un nuovo Presidente della Repubblica, il prof. Sergio Mattarella, al quale indirizziamo l’augurio di buon lavoro! È un cattolico, serio, convinto non ostentato, come lo sono il Presidente del Senato, Pietro Grasso e Matteo Renzi, Capo dell’esecutivo. Ricordo che mons. Nonis, qualche anno fa, ai tempi di Ciampi, Prodi e Marini - tutti cattolici e ai vertici delle istituzioni della nostra Repubblica - scriveva: quando avremo ancora tre cattolici in così importanti ruoli istituzionali? I tempi sono cambiati, ma lo Stato italiano ha avuto bisogno ancora di onesti e competenti cittadini, con un solido credo religioso, per determinate funzioni e per il bene della collettività. E mi ritornava l’idea che, anche oggi, la scommessa resta nella formazione delle persone, di cui la scuola - e noi in essa - gioca un ruolo indiscutibile. 

Siamo in attesa dell’annunciata legge sulla “Buona Scuola”. Abbiamo partecipato con entusiasmo alla consultazione nazionale nei mesi scorsi. Ma per il momento non ho scorto una visione pedagogica organica, né un’attenzione all’IRC. Oltre alla positiva riscoperta del merito, si vuole assicurare un posto fisso a circa 140.000 precari e va bene, ma è un po’ poco!! Vedremo con calma il testo e la proposta. 

Come vi segnalavo nell’editoriale del numero scorso, il nostro Ufficio diocesano ha 25 anni di vita. Vi comunicherò tramite le NEWS un programma di iniziative e proposte, tra cui un concorso scolastico, le quali culmineranno nell’Assemblea IdR del giugno 2016. Ci sarà anche un comitato che curerà e accompagnerà le diverse attività. Importante è, per ora, partecipare con le proprie classi al concorso scolastico. Collegati alla celebrazione del 25° dell’U fficio sono pure i due pellegrinaggi in cantiere per la prossima estate: in Terra Santa a fine luglio e in Andalusia sulle orme di S. Teresa d’Avila dopo la metà di agosto. Fateci un pensiero e non lasciatevi “scappare” queste due occasioni di fraternità, di forte esperienza spirituale… conoscete i programmi (cf. nel nostro sito web). 

Proseguono le nostre numerose e varie attività di aggiornamento per rispondere alle molteplici richieste ed esigenze. Non può mancare la ricarica spirituale, necessaria per ogni cristiano ed educatore, per cui l’invito fraterno è di prendere parte al ritiro quaresimale a Villa San Carlo, sabato pom. 21 marzo. Il prof. Giuseppe Simonetto ha rinnovato il Breve Prontuario giuridico per l’IRC: in Ufficio ve ne sono copie, è stato inserito nel sito web, nella parte riservata a voi. A Giuseppe esprimo la gratitudine, di voi tutti e mia, per il servizio che sta compiendo per noi e per l’IRC. Qualcuno/a mi ha scritto richiedendo un cambiamento di sede per il prossimo anno. Si vedrà, come sempre, in base alle disponibilità e alle esigenze degli Istituti. Torno però a ribadire che tra gli IdR a t.i. c’è bisogno di una maggior flessibilità e disponibilità al cambiamento di sede (tenendo presente che l’organico è diocesano, nessun IdR a t.i. è titolare di una sede). Se chiamo, se busso alla porta e domando la disponibilità di qualcuno/a, desidero non trovare chiusura eccessiva come è capitato lo scorso anno. Non si può guardare solo il proprio orticello, ma il bene della scuola e dell’IRC con uno sguardo più ampio.

Stiamo camminando verso la festa annuale di Pasqua, la quale rischiara con la luce di una presenza la nostra realtà e la nostra esistenza, come suggeriva il papa emerito Benedetto XVI: “Se Gesù è risorto, allora - e solo allora - è avvenuto qualcosa di veramente nuovo, che cambia la condizione dell’uomo e del mondo. Allora Lui, Gesù, è qualcuno di cui ci possiamo fidare in modo assoluto, e non soltanto confidare nel suo messaggio, ma proprio in Lui, perché il Risorto non appartiene al passato, ma è presente oggi, vivo” (Dal Messaggio Urbi et orbi, Santa Pasqua 8 aprile 2012). A ciascuno/a di voi, a quanti vivono con voi e vi vogliono bene auguro - assieme ai Collaboratori dell’Ufficio e a Serenella - una Buona e Santa Pasqua.

Don Antonio Bollin

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