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Un IRC attento ai fatti della vita e della storia

TRE AVVENIMENTI

Non si possono non menzionare alcuni fatti che hanno scosso l’opinione pubblica mondiale nelle settimane, tra la fine del mese di giugno e luglio 2016, posti sempre nelle prime pagine dei telegiornali e della stampa. Sono fatti che non ci lasciano indifferenti come cittadini e credenti, come persone e insegnanti. Di tali fatti sarà opportuno trovare le occasioni propizie per parlarne in classe anche con i ragazzi.

Il primo fatto sconvolgente – anche se da un anno si ripete in varie nazioni della terra – sono le stragi con attentati all’aeroporto di Istanbul, a Dacca nel Bangladesh, causando la morte violenta di ben 9 italiani, in gran parte imprenditori e nella serata del 14 luglio a Nizza con 84 morti di cui 6 italiani. I fautori di questi atti di vera barbarie sono appartenenti a gruppi e/o all’ “ideologia” dell’Isis, un Islam impazzito! Si parla addirittura di galassia del terrorismo islamico. Oltre a condannarli nel modo più assoluto, assieme ai Paesi che di nascosto li finanziano, va detto chiaramente che l’Islam deve farsi un profondo esame di coscienza, perché in questa religione, abbracciata da milioni di persone, oggi si coglie una certa ambiguità (almeno in taluni), intrecciata con l’istigazione all’odio, alla violenza e alla guerra… per non accettare la libertà, la democrazia, la pluralità di pensiero e di fedi… In nome di Dio non si può mai uccidere!

L’altro avvenimento, inaspettato, è l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, a seguito di un referendum nazionale. Due giornali intitolavano così la vittoria della Brexit: “Autogol britannico, la Ue si scuote” su “Avvenire” (25 giugno 2016) e “La zuppa inglese” sul settimanale dell’Arcidiocesi di Trento “Vita tridentina” (3 luglio 2016). Probabilmente il capo del governo britannico, David Cameron, non aveva fatto bene i conti e per questioni di politica interna si è giocato la presenza dell’Isola all’UE. Quali saranno le conseguenze? Non le sappiamo… ma si possono un po’ immaginare. Purtroppo si constata che oggi in Europa non abbiamo politici dalle larghe vedute, ci mancano statisti come Adenaguer e De Gasperi! L’Europa, allargata a 27 Paesi, non può essere attenta solo all’economia e alla burocrazia, è tempo di ri-fondare l’UE attorno ai grandi valori ispiratori, anche ai valori spirituali e alle sue radici giudaico-cristiane (mettendo a tacere – finalmente – la vecchia imposizione della “laicità” francese). Un’Europa dell’identità aperte, soprattutto ai nuovi fenomeni migratori che vengono a contatto con noi e chiedono ospitalità. Papa Francesco, nell’incontro con le Istituzioni Europee, diceva: “Che cosa è successo, Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà?”. E nella Dichiarazione comune, sottoscritta a L’Avana (Cuba), il 12 febbraio 2016, tra Papa Francesco e il Patriarca di Mosca Kirill, si legge al punto 16: “Pur rimanendo aperti al contributo di altre religioni alla nostra civiltà, siamo convinti che l’Europa debba restare fedele alle sue radici cristiane. Chiediamo ai cristiani dell’Europa orientale e occidentale di unirsi per testimoniare insieme Cristo e il Vangelo, in modo che l’Europa conservi la sua anima formata da duemila anni di tradizione cristiana”.

L’ultimo evento è stato il breve viaggio di papa Francesco in Armenia (24-26 giugno 2016), il primo Paese cristiano e a cent’anni dal “genocidio” di quella popolazione. Il Papa, tra incontri e celebrazioni, ha vissuto momenti intesti col Catholicos, Karekin II, assieme hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta e hanno lanciato colombe guardando il monte Ararat, dove secondo la tradizione si è formata l’Arca di Noè. È stata una tappa significativa nel cammino ecumenico caratterizzato da tre parole chiave: pace, dialogo, unità; come pure a Cuba, il 16 febbraio scorso, è stato storico l’incontro con il Patriarca di Mosca Kirill, dopo la rottura del 1054 e il tentativo di conciliazione del 1439. La prima parola in italiano, pronunciata da papa Francesco vedendo e incrociando lo sguardo del Patriarca Kirill, è stata “Finalmente!”, accompagnata da un bacio, un abbraccio e un lungo guardarsi negli occhi con un sorriso.

IL PROGETTO FORMATIVO 2016/17

Rispetto ai tre eventi menzionati sopra, il nostro progetto formativo è ben poca cosa, ma lo richiede il nostro “essere nella scuola”. Come è tradizione, il progetto formativo annuale IRC raccoglie tutti i corsi di aggiornamento scelti e definiti per il 2016/17, dopo debita consultazione. Sono vari per rispondere alle molteplici esigenze degli IdR e dei diversi gradi di scuola (alcuni nuovi, altri in continuità con quelli degli scorsi anni). In questa ricchezza sono convinto che ognuno di voi individuerà i corsi più conformi ai suoi bisogni e stabilirà il suo personale percorso formativo. Mi preme ricordare tre aspetti:

• Innanzitutto ogni IdR segua preferibilmente i corsi specifici per il suo grado/livello di scuola, privilegiando quelli sulle Indicazioni nazionali da applicare.

• Ogni IdR – tranne gli incontri comunitari per tutti – è tenuto a seguire un minimo di 20 ore ogni biennio. Le ore di un corso vengono conteggiate solo se si partecipa a tutti gli incontri previsti, non saltuariamente.

• Domando ad alcune/i di voi di rendersi disponibili per dare una mano alla buona organizzazione dei singoli corsi (materiale da preparare, segreteria con le firme-presenze, proiettore…). E per le firme-presenze si fanno sempre: in entrata (entro i primi 15 minuti) e in uscita. Per ogni biennio la Segreteria fa una verifica e non mancherà – se necessario – qualche richiamo formale… si spera non ripetuto! 4 Si attende la compilazione della scheda personale per l’iscrizione ai corsi (sempre tramite posta elettronica). Un consiglio, avvalorato dall’esperienza già fatta da molti di voi, è di programmare con le proprie classi la visita guidata al Museo diocesano, che offre una pluralità di percorsi!

IL TEMPO DEI CAMBI E DELLE NOMINE

Le Commissioni-nomine sono già al lavoro per espletare entro il 1° settembre il loro delicato compito. A loro va la mia gratitudine!, riportato anche in questi fogli di collegamento: per il ritiro non si accettano deleghe, è un atto personale! Inoltre, in una stessa sede un IdR deve restarci almeno tre anni, salvo particolari esigenze! Da un primo rapido sguardo, sembra che vi sia un calo di ore di IRC e quindi di classi. Perciò per l’orario cattedra – che consiglio sempre – bisognerà prevedere anche più sedi. È naturale poi che sia richiesta la disponibilità per alcune/i di voi di cambiare sedi o zona di lavoro o grado di scuola. Ringrazio fin d’ora quanti accetteranno qualche sacrificio! Tutte le vostre richieste saranno prese in considerazione, ma – come potete comprendere – non tutte si potranno accogliere positivamente. Infine, se i Collaboratori dell’Ufficio, al lavoro per le nomine, vi chiameranno per una informazione o una proposta lo fanno a nome mio; vi chiedo perciò due cose: a) farsi trovare o rendersi reperibili; b) avere sempre un atteggiamento corretto e rispettoso… In caso contrario, si deciderà d’Ufficio! 

ESTATE, TEMPO PER RIGENERARSI

È saggio e necessario trovare in estate dei momenti prolungati di relax e di ferie, magari con la propria famiglia e gli amici, per rigenerarsi nel corpo e nello spirito. Auguro a ciascuna/o di Voi di avere questa opportunità prima di settembre, quando suonerà la campanella. E qualche buona lettura vi/ci farà compagnia! Sfogliando i miei appunti, ho trovato tre pensieri, che affido a Voi per queste giornate estive:

• “La vita è un regalo che apro ogni mattina, quando mi sveglio. La vita è un tesoro di cui scopro la parte più bella ogni sera prima di chiudere gli occhi” (C. Bobin)

• “L’amore non nega la realtà: la trasfigura” (Don Primo Mazzolari)

• “Il cristianesimo è gioia, la fede è gioia, Cristo è gioia: la gioia del mondo!” (Beato Paolo VI, papa).

Arrivederci a settembre per le attività formative e tutte/i a Scaldaferro, il 1° ottobre pomeriggio, per il nostro Giubileo della misericordia, presieduto dal Vescovo Beniamino.

Buona estate!

Don Antonio Bollin Direttore

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