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Sensibilizzare la famiglia, la comunità e la scuola sull' IRC

1. FAMIGLIA E IRC

“Religione a scuola… in famiglia si sceglie meglio!”: è lo slogan proposto per la campagna di sensibilizzazione sull’IRC 2004. Due ragioni ci hanno spinto a optare per questo slogan: la priorità pastorale riservata alle famiglie nella nostra diocesi; la constatazione che un buon numero di famiglie – anche quelle di tradizione cristiana – non si confrontano con i figli, preadolescenti o adolescenti, al momento della scelta dell’IRC, ma lasciano fare e preferire l’opzione più comoda. Il messaggio di quest’anno vuole essere un incoraggiamento e uno stimolo ai genitori per riprendere il loro ruolo educativo: parlare, confrontarsi con i figli in casa sull’IRC… (incominciando nelle nostre famiglie di IdR!). Su questo si sofferma il Vescovo nell’apposita lettera alle famiglie sull’IRC.

2. COMUNITA’ ECCLESIALE E IRC

A tutti gli IdR viene chiesto di sentirsi coinvolti e collaborare in prima persona nella consegna personale (“brevi manu”) del bustone IRC al Parroco, dove si vive o si opera come IdR. Spero che il materiale giunga a destinazione e passi la soglia delle case canoniche per l’inizio di dicembre. Nello “Speciale IR” vi sono le indicazioni operative per questa esperienza con l’indicazione dei coordinatori di zona. Certo occorre farsi carico pure di questa fatica, e magari suggerire una riunione in parrocchia sull’IRC (incontrando i genitori dei cresimandi o le catechiste…). Del resto sta nella comunità cristiana una delle ragioni della presenza dell’IRC a scuola ed è lì lo zoccolo duro da cui attingere e trovare sostegno per l’IRC.

3. ISTITUTI SCOLASTICI E IRC

Con l’autonomia scolastica, intesa nel senso peggiore del termine, si stanno verificando qua e là fatti che sembrano quasi dimenticare o annullare il cammino e il volto dell’IRC in questi ultimi 20 anni. E’ necessario seguire, nei nostri Istituti, la prassi amministrativa nel momento dell’iscrizione degli alunni e verificare che nel tempo della scelta la normativa vigente venga correttamente applicata (cf. la nota del 13 dicembre 2000 del Provveditorato agli Studi di Vicenza). A livello regionale i Responsabili degli Uffici IRC si sono mossi per chiedere un intervento della Direzione Scolastica Regionale. Rimangono indispensabili la presenza vigile dell’IdR, la qualità del suo insegnamento e la sua azione viva… all’interno dell’Istituto. Ho anche promosso un incontro tra IdR della Scuola Secondaria di 1° grado e quelli della Scuola Secondaria di 2° grado in 6 zone per affrontare il tema degli avvalentisi e non nel passaggio tra i due gradi di scuola. Sarebbe un peccato che – dopo il concorso per l’immissione in ruolo degli IdR secondo la legge 186/03 – precipitasse vistosamente il numero degli alunni che frequentano l’IRC. Diamoci tutti una mano, perché la sfida continua!

4. PER UN IRC VIVACE E…

Si riporta in questo numero la prima parte della relazione del Vescovo Cesare al nostro incontro del 27 settembre, la quale merita di essere ripresa da ciascuno di noi. A metà novembre la Commissione diocesana per l’IRC rinnovata comincerà la sua attività. Raccomando di prendere a cuore la mia proposta – nel quadro dell’educazione scolastica alla solidarietà e alla mondialità – delle adozioni a distanza di qualche bambino e della partecipazione economica a mini-progetti di cooperazione nei paesi di missione (in altre parti dello “Speciale IR” vengono segnalati gli Uffici di riferimento). Le associazioni professionali che operano nel mondo della scuola e a noi vicine, l’AIMC e l’UCIIM, chiedono il nostro contributo di presenza, vivacità, sostegno. Ci possiamo, entrambi loro e noi IdR, dare una mano, perché l’obiettivo è comune: una presenza cristiana attiva nella scuola. Fate un pensiero sull’opportunità della vostra iscrizione. Concludo con una piccola parabola persiana: ricorda cosa sia il vero amore ma è la stessa lezione insegnata e vissuta da Cristo. L’amore genuino corre dove c’è la piccolezza , l’assenza, la miseria… ed elargisce se stesso, così si qualifica e si riconosce un educatore cristiano. “Un giorno fu chiesto a un uomo sapiente: “Hai molti figli: qual è il tuo preferito?”. Rispose: “Il figlio che preferisco è il più piccolo finché non è cresciuto; è quello che è assente finché non ritorna; è quello malato finché non guarisce; è quello che è in prigione finché non è liberato; è quello afflitto e infelice finché non è consolato”. A tutti giunga il mio fraterno saluto di bene!

Don Antonio Bollin Vicenza,4 novembre 2004 Memoria di S. Carlo Borromeo 

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