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Alcuni pensieri alla fine di un anno indimenticabile

1. La prima parte, quella scritta, della prova concorsuale è già compiuta, si attende ora il colloquio di giugno: così per due terzi degli IdR vi sarà dal prossimo settembre (lo spero!) la nomina in “ruolo”, a tempo indeterminato. Era una tappa attesa e desiderata, resta un passaggio storico in un anno di scuola indimenticabile; la pazienza e la costanza degli IdR, unite alla tenuta di quanti scelgono l’IRC, sono state coronate. Sorgeranno certamente nuovi problemi, altre questioni…, ma si potranno risolvere sempre con la collaborazione e la disponibilità di ogni IdR. Fin d’ora suggerisco a tutti di entrare in tale ottica e, almeno per questa estate, di rendersi reperibili ad agosto per le “prevedibili operazioni di nomina”. 2. A molti la riforma Moratti della scuola non va. La conferma si è avuta il 20 aprile con la manifestazione regionale di protesta contro la legge 53/03, svoltasi nella nostra città. Per quella giornata la Confindustria aveva organizzato un convegno su “Capitale umano, qualità, competitività”, durante il quale è stato illustrato un progetto (frutto del lavoro di imprenditori, insegnanti, dirigenti scolastici di Istituti tecnici): al sistema duale della legge 53/03 del secondo ciclo (licei da una parte e istruzione e formazione professionale di competenza regionale dall’altra) si profila l’aggiunta dei “poli tecnologici”. È una proposta interessante e intelligente, che deve essere giustamente vagliata. (Per ulteriori informazioni, rinvio a “Il Giornale di Vicenza”, 20 aprile 2004, 17 e 21 aprile 2004, 14-15). Indubbiamente la scuola deve tener conto anche del mondo del lavoro, ma non c’è scuola se il profilo è solo professionale e vengono a mancare le dimensioni educativa e culturale. 3. Domenica 30 maggio ci ritroveremo a Villa S. Carlo per la 14a Assemblea diocesana degli IdR. Il tema, molto attuale (visto l’allargamento dell’Unione Europea a 25 Paesi dal 1 maggio 2004), fa quasi da cappello alla campagna di sensibilizzazione sull’IRC di quest’anno: “Religione a scuola: dentro la cultura europea!” Anticipo il più vivo ringraziamento a quanti hanno lavorato per preparare il nostro appuntamento, in particolare alle Colleghe Anna Galvanin e Giorgia Caleari. So che tutti vorrete essere presenti, magari con la propria famiglia, anche se qualcuno/a sarà preoccupato/a per il colloquio del concorso (ma un po’ di pausa gioverà!). L’Assemblea di fine anno scolastico ha almeno due obiettivi “secondari”. • Ci “costringe” ad incontrarci, a stare assieme, a coltivare il rapporto fraterno tra noi. Questa diventa pure l’occasione per una maggior osmosi tra “vecchi” e nuovi o giovani IdR, ai quali raccomando l’inserimento nella nostra grande famiglia e l’assunzione di qualche impegno per il bene dell’IRC. • Serve inoltre a stabilire i comuni obiettivi per il futuro, conoscere i progetti e le attività per il nuovo anno, rincuorarci per operare generosamente nella scuola, il luogo della nostra missione, come ci ricordava – nel precedente “Speciale IR” - il nostro Vescovo Cesare. 4. Mi congedo con una breve parabola, tolta da “Il tesoro della sapienza giudaica”. Essa ci insegna a lasciare nella nostra anima - sempre, in particolare nei momenti di quiete come il periodo estivo per noi docenti - una piccola oasi ove possa respirare e giocare la nostra infanzia spirituale di abbandono in Dio (cf. Sl 131,2). “Un ebreo semplice si perse in una foresta. Al tramonto si accorse di non avere con sé il libro delle preghiere. Allora si rivolse a Dio così: ‘Mio Signore, ho dimenticato il libro delle orazioni e ho una memoria così debole da non essere capace di pregare bene e in modo a te gradito. Eppure tu conosci tutte le preghiere degli uomini. Allora io ti reciterò le lettere dell’alfabeto e tu le ordinerai così da comporsi in preghiera’. Dio disse tra sé, ascoltando quell’uomo: ‘Questa è l’orazione più preziosa che oggi sia salita al cielo!’”. A presto e… buone vacanze!

Don Antonio Bollin Vicenza, 29 aprile 2004 Festa di S. Caterina da Siena, Compatrona d’Europa 

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