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Cari insegnanti di religione

A metà luglio la situazione nel Medio Oriente è precipitata,

è scoppiata la guerra tra Israele e Libano per la presenza compromettente degli Hezbollah; le vittime fra i civili non si contano. E cosa fanno le grandi potenze del mondo? Ma la mappa dei conflitti nel nostro pianeta è più ampia, con morti – profughi – sofferenze che ricadono sulle popolazioni più povere: l’Iraq, l’Afganistan, il Sudan, la Somalia, il Nord Corea, il Timor est. Lavorare ed educare alla pace è un compito del cristiano e del vero insegnante. In piena “calciopoli” l’Italia con la sua nazionale ha vinto meritatamente i mondiali di Germania, una vittoria che ha fatto sognare, ha creato entusiasmo e ha unito tutti gli italiani. Bisogna però auspicare il ritorno alla genuinità dello sport e, specialmente del calcio: i troppi soldi che circolano nelle società sportive e la loro quotazione in borsa, gli eccessivi compensi economici dati ai calciatori costituiscono dei “buchi pericolosi”, vanno ridimensionati e condotti nei giusti binari.

L’attenzione alla scuola nel periodo estivo è un fatto eccezionale.

È merito del dibattito aperto dall’articolato intervento del Patriarca di Venezia, il card. Angelo Scola, in occasione della festa del Redentore (cf. Liberi di educare per rafforzare la democrazia, in “Avvenire” 16.07.2006, 11; La scuola di stato è superata. Affidiamola alla società civile. Intervista di Aldo Cazzullo, in “Corriere della Sera” 16.07.2006, 21). Con il governo di centro-sinistra si è insediato un nuovo Responsabile al Ministero dell’Istruzione, G. Fiorani, che sta introducendo modifiche – alcune attese e dettate da buon senso – alla riforma scolastica Moratti. I cambiamenti migliorativi ben vengano, ma non è opportuno stravolgere completamente una riforma in atto (almeno per il 1° ciclo). La scuola non può cambiare progetto e orientamenti con l’arrivo di nuovi governi o diverse maggioranze politiche: essa è un bene troppo importante al servizio del Paese e delle giovani generazioni. Si punti maggiormente sulla qualità e dignità della classe docente, sull’essenzialità dei saperi, sulla vera autonomia… e si faccia della scuola non un’azienda guidata da “poveri” manager con ridotte possibilità di azione, ma un’autentica agenzia educativa. Scommettere sulla scuola è investire in un futuro migliore per il nostro Paese.

Quanto all’IRC si dovrebbe concludere per agosto l’assunzione

a t.i. del secondo scaglione degli IdR vincitori del concorso nel Vicentino: 18 per il 1° ciclo e 21 per il 2° . I docenti di religione interessati verranno convocati dal C.S.A. Tra le iniziative formative del prossimo anno scolastico cerchiamo di privilegiare: l’approfondimento degli OSA per l’IRC, l’importanza della Bibbia nell’IRC e la presentazione-visita del Museo diocesano. Non sarebbe male avviare pure qualche attività formativa comune con le nostre Associazioni professionali: AIMC e UCIIM. In ogni caso, come ci ha ricordato il nostro Vescovo a giugno, tutti gli IdR sono invitati a partecipare assiduamente ai corsi di aggiornamento specifici, il cui progetto complessivo 2006/7 è già stato pubblicato su “Speciale IR – 117”. Per tutti il primo appuntamento è a Villa S. Carlo a fine agosto, quello comunitario di apertura dell’anno scolastico nella Basilica dei SS. Felice e Fortunato il 27 settembre. Prosegue – con i Collaboratori – il lavoro non facile per le proposte di nomina: disponibilità generosa e bene complessivo per la disciplina IRC dovrebbero caratterizzare le scelte degli IdR. Sono stato però informato di espressioni “poco corrette” tra IdR vincitori di concorso e incaricati annuali a proposito della assegnazione delle ore di IRC, le quali non favoriscono un clima di serenità. Come prevede la legge 186/03, il 70% del monte ore complessivo di IRC è dato per le cattedre dei vincitori di concorso, il rimanete 30% per gli IdR incaricati annuali. Le due percentuali non si possono modificare e la seconda non può cedere abitualmente ore alla prima. Il rispetto e la dignità fra Colleghi domandano talvolta di fare un passo indietro o di non pretendere l’impossibile. Per il prossimo anno pastorale, la nostra Chiesa Vicentina si impegnerà sul battesimo e sugli adulti e avvierà il Sinodo dei giovani, mentre il Vescovo proseguirà la visita pastorale. Non faremo mancare naturalmente la nostra collaborazione. Tra fine settembre e i primi di ottobre si terrà – per la terza volta – la settimana dedicata alla scuola. Mentre auguro a ciascuno/a di Voi di proseguire serenamente il periodo estivo, Vi saluto con una osservazione illuminante sull’arte di insegnare e di educare dell’allora docente di teologia prof. J. Ratzinger, ora papa Benedetto XVI: “Mentre fai lezione, il massimo è quando gli studenti lasciano da parte la penna e ti stanno a sentire. Finché continuano a prendere appunti su quello che dici vuol dire che non li hai colpiti. Ma quando lasciano cadere la penna e ti guardano mentre parli, allora vuol dire che forse hai toccato il loro cuore. Le cose importanti si imparano se scaldano il cuore”.

Don Antonio Bollin Vicenza, 4 agosto 2006 Memoria di S. Giovanni M. Vianney 

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