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Partecipazione e responsabilità

L’editoriale precedente ha scosso molti di voi (spero non soltanto i più sensibili, partecipi, impegnati), ha fatto discutere e pensare. Me lo hanno confermato gli incontri, le telefonate di alcuni IdR e le varie informazioni raccolte. L’obiettivo in parte è stato raggiunto, ora si tratta di passare ai fatti, di constatare i risultati. Si legge nel libro dei Proverbi: “Ascolta il consiglio e accetta la correzione, per essere saggio in avvenire” (Pro 19,20). In questo intervento desidero richiamare a tutti (“vecchi” e nuovi IdR) le tappe formative annuali per un IdR, gli adempimenti richiesti e lasciare due consegne.

IL PROGETTO ANNUALE DI FORMAZIONE PERMANENTE

L’esperienza pluriennale alla guida dell’Ufficio per l’IRC (dopo numerosi tentativi e verifiche) mi ha permesso di stabilire un progetto annuale con proposte formative per gli IdR della diocesi (alcune comuni, altre specifiche per livello di scuola) allo scopo di sorreggere e potenziare la competenza professionale. Il calendario degli appuntamenti comuni (a cui tutti sono tenuti a partecipare e le sale per le nostre riunioni con più di 350 docenti si dovrebbero facilmente riempire!) prevede queste tappe: un incontro di inizio anno scolastico con il nostro Vescovo; un fine settimana, tra ottobre e novembre, su un tema letto in chiave ecumenica e di dialogo interreligioso; un pomeriggio sull’ebraismo a gennaio; l’assemblea a maggio per la conclusione dell’anno di scuola. Si cercherà di promuovere in futuro un incontro annuale anche sull’islam. Vi sono poi i percorsi didattici per livelli di scuola su tematiche specifiche, con laboratori zonali o centralizzati. Nell’ultimo triennio l’attenzione è stata posta sulla conoscenza e l’applicazione degli OSA di IRC. Da tempo ogni IdR ha la possibilità di tracciare e scegliere il proprio percorso di formazione permanente, ma per molti (troppi) risulta piuttosto ridotto o povero. Ma chi ha a cuore gli IdR non può trascurare la loro formazione spirituale, il cammino di crescita nella fede offrendo sostanziose iniziative: i due ritiri a Villa S. Carlo e i tre fascicoli annuali di catechesi biblica a disposizione di tutti. Agli IdR sono poi domandati alcuni adempimenti “amministrativi” per l’Ufficio diocesano: l’invio del proprio piano di lavoro annuale; la compilazione del questionario avvalentisi e non; il contributo economico di cinquantadue Euro per coprire, in parte, le spese di gestione IRC. C’è poi l’incontro annuale con il Direttore dell’Ufficio per uno scambio fraterno, una verifica del lavoro compiuto, un incoraggiamento. Le attività formative e di aggiornamento IRC sono supportate dalla generosa e sapiente collaborazione di alcuni di Voi: Presidenza, Commissione diocesana, équipes di lavoro… C’è spazio per tutte/i, anzi sollecito gli IdR più giovani a farsi avanti e inserirsi nelle équipes per il bene della famiglia IdR e dell’IRC (cf. L’annuario degli IdR 2007). In questo quadro completo relativo alla formazione continua e alle attività IRC tutte/i gli IdR vicentini sono tenuti a mettersi in sintonia, a valorizzare le ricche possibilità per tenersi aggiornati nella scuola di oggi, ad offrire il proprio apporto.

LE DUE CONSEGNE

Alla fine di questa riflessione vi indico due direzioni di marcia, segno del cambiamento che desidero constatare in molti di Voi (perché un IdR isolato, chiuso, non aggiornato, staccato dal cammino diocesano è o può diventare “una mina vagante”). La prima consegna è la convinta partecipazione degli IdR alle attività diocesane promosse dall’Ufficio per l’IRC, espressione della comunione ecclesiale e della condivisione nell’impegno educativo per le nuove generazioni. La seconda è la piena responsabilità nella missione scolastica che la Chiesa vi ha affidato attraverso l’IRC. Ogni settimana, nelle aule, incontrate centinaia di ragazzi, che vogliono sentire e vedere in Voi docenti competenti, comprensivi, testimoni coerenti per quello che insegnate e per come vivete la vostra appartenenza a Cristo.

PER LA FESTIVITA’ DI PASQUA

Giunga a ciascuna/o di Voi, a quanti amate – unitamente ai Collaboratori dell’Ufficio e all’équipe redazionale – il mio gioioso augurio di Buona Pasqua. Alle donne corse al sepolcro “all’alba del primo giorno della settimana” l’angelo dà questo comando: “…andate a dire ai suoi discepoli: E’ risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete” (Mt 28,7). In Galilea Gesù aveva trascorso gran parte della sua vicenda terrena, aveva chiamato e formato i discepoli, aveva predicato e operato miracoli. Là, in Galilea, nei luoghi della vita quotidiana, il Risorto vuole incontrare e vedrà gli apostoli. È questa un’indicazione pure per tutti noi: nella vita quotidiana, nell’esperienza di famiglia, nel servizio scolastico… il Signore Risorto si fa vicino a noi, si fa scoprire e ci vuole incontrare, ci incoraggia a diventare oggi suoi testimoni. Arrivederci all’Assemblea di fine maggio (in altre parti dello “Speciale IR” sono riportati l’invito – il programma – la scheda d’iscrizione).

Don Antonio Bollin Direttore Vicenza, 13 marzo 2007 

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