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Il paese, la scuola, la Pasqua...per un futuro migliore!

 L’ITALIA DIVISA IN DUE

I risultati delle elezioni politiche del 4 marzo scorso hanno registrato un’Italia divisa in due: il Centro destra dominato dalla Lega al Nord e una parte del Centro Italia, il Movimento 5 stelle al Sud e parte del Centro, mentre è ridotto al minimo storico il Centro sinistra. Quest’ultima coalizione, divisa nel suo interno, non ha saputo intercettare i bisogni della popolazione. E i politici cattolici? Sono sparsi nei vari schieramenti e “insignificanti”. Ma possono essere o diventare fermento di bene? Ora tutto è in mano alla saggezza del Presidente Mattarella. Ci si augura, in tempi non lunghi, di avere un governo stabile per il bene del Paese. Registro altre due questioni nel passato mese di febbraio.  

 LA FIRMA DEL NUOVO CONTRATTO DELLA SCUOLA 2016-2018

Dopo 9 anni è stato firmato dal governo Gentiloni il nuovo contratto del comparto scuola, che coinvolge quasi un milione e 200 mila fra insegnanti, ricercatori e personale Ata. Il contratto scadrà a fine 2018. Non l’hanno sottoscritto lo Snals e la Gilda. Ogni firma contrattuale è frutto di lavoro, trattative, compromessi… ma rimane un fatto positivo per restituire – in questo caso – dignità alla scuola e a chi vi lavora. Il testo è di 178 pagine… faccio perciò riferimento alle notizie pubblicate su “Avvenire” 10 febbraio 2018, p. 5 e sul “Corriere della sera” 10 febbraio 2018, p. 18. Ci sono un modesto aumento salariale, indicazioni per assicurare la continuità didattica (un insegnante che sceglie una scuola vi resterà almeno tre anni), per il giusto diritto alla disconnessione, per il licenziamento di docenti che mettono in atto comportamenti o molestie di carattere sessuale nei confronti degli alunni… Ci si aspettava – come scrive il Presidente nazionale dell’AIMC, G. Desideri – qualcosa di più, come il riconoscimento del “lavoro che non si vede”, quello che non è svolto in classe, ma che è altrettanto importante. Anche perché fare il docente oggi non uguale a 20-30 anni fa e sono richieste competenze didattiche che favoriscano l’inclusione, l’accoglienza di studenti di altre nazionalità e culture, l’utilizzo di nuove tecnologie. Poco s’è fatto per premiare il merito e mettere fine alla “supplentite”. Comunque un altro passo avanti si è compiuto!

 

 L’INVERNO DEMOGRAFICO DELL’ITALIA

Il rapporto demografico 2017 dell’Istat, pubblicato ai primi di febbraio 2018, conferma che l’Italia è un paese sempre più anziano, dove oltre un abitante su quattro ha più di 65 anni. Nel 2017 in Italia sono nati meno bambini (- 2% rispetto al 2016) e fa registrare che nelle culle sono arrivati soltanto 464.000 nuovi nati: un minimo storico. Nemmeno gli arrivi dall’estero – + 12% rispetto al 2016 – è riuscito a far aumentare il numero degli abitanti. Gli “stranieri” residenti in Italia sono 5 milioni 65 mila e rappresentano l’8,4% della popolazione. Il saldo naturale della popolazione tra nati e decessi (647.000) è negativo per quasi 200.000 unità (183.000). La popolazione residente in Italia al 1° gennaio 2018 scende a 60 milioni 494 mila (- 1,6% rispetto l’anno precedente), una decrescita giunta al terzo anno consecutivo. Raccolgo queste informazioni da due pagine di giornali: “Corriere della sera” 9 febbraio 2018, p. 6 e “Avvenire” 9 febbraio 2018, p. 5. È da almeno 30 anni che le nascite continuano a calare, l’ultimo vero baby boom risale al 1964. La riduzione delle nascite interessa gran parte del territorio, tranne quattro regioni: Molise, Basilicata, Sicilia e Piemonte. L’età media dei concittadini raggiunge oggi i 45 anni (solo il 13,4% ha meno di 15 anni). È una “bomba” che rischia di minare seriamente il futuro (p. Giuseppe Riggio, gesuita e capo-redattore della rivista “Aggiornamenti sociali”). Il calo delle nascite con l’invecchiamento della popolazione italiana si ripercuote ovviamente non solo nella scuola, ma in tutta la realtà sociale e nell’economia. Quante volte e da quanti anni la Chiesa ha evidenziato questo problema, ma non è stata ascoltata! Il calo demografico sarà una delle prime questioni che il nuovo Parlamento e il Governo dovranno affrontare. È necessario, prima di tutto, un cambio di mentalità, un cambiamento culturale che ritorni a dare valore sociale alla maternità e alla vita. Occorre poi una politica seria, che non a parole ma nei fatti sostenga le giovani famiglie, le madri con flessibilità nel lavoro e asili nido, incentivi la natalità con un welfare più attento ai figli (perché metterli al mondo, farli crescere è un costo!). Ma per invertire la tendenza ci vogliono uno sguardo fiducioso al futuro, un coinvolgimento di tutte le forze e una linea operativa chiara e decisa per qualche decennio nell’agenda politica italiana.

 VERSO LA PASQUA

La nostra vita prosegue secondo l’ordinaria scansione, guardando alla Pasqua – che è sempre un momento di ricarica spirituale – e pensando allo scatto finale degli ultimi mesi dell’anno scolastico. Il nostro “Speciale IR” è sempre ricco e vario di notizie, contributi e segnalazioni di appuntamenti… utile per farci sentire una grande “famiglia” al servizio delle nuove generazioni, impegnata nel campo delicato dell’educazione religiosa. “Educare è un atto di amore, è dare vita” (Papa Francesco, il 13.02.2014). Faccio presente a tutte/i la necessità di essere fedeli ad alcuni adempimenti (riportati in un’apposita scheda) e di ritrovarvi in un incontro zonale (almeno una volta l’anno!), promosso dai Rappresentanti di zona. Vi invito a ricordare nella preghiera al Signore coloro – tra gli IdR – che stanno attraversando un momento difficile per la salute, nella speranza di una pronta guarigione. “Non arrenderti. Rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo” (Proverbio arabo). “Come potremo ancora dubitare del trionfo del Bene e della Vita! Cristo Risorto è la risposta ad ogni attesa umana più profonda”.

Con queste parole rivolgo a ciascuna/o di Voi e alle vostre famiglie l’augurio di Santa e Buona Pasqua.

Don Antonio Bollin Direttore

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