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Il direttore comunica

Il direttore comunica

Marco Benazzato

Mi presento: ho 37 anni e sono stato ordinato 11 anni fa. Sono stato viceparroco in diocesi (con una breve esperienza di IdR) e ho studiato filosofia a Roma, dove ho conseguito il dottorato all’università Gregoriana. Sono contento di essere entrato in questo mondo, che per molti ragazzi e giovani è il biglietto da visita della nostra Chiesa. Spero di poter dare un buon contributo perché l’IRC in diocesi risponda al suo compito, cioè di essere una proposta culturale di qualità. Credo che su questo avrò molto da imparare da voi, che siete un patrimonio speciale della nostra chiesa. Voi potrete contare sul mio impegno e io sono certo di trovare in voi professionalità all’altezza della sfida. La mia nomina è congiunta a quella di direttore dell’ufficio educazione e scuola e spero che insieme potremmo pensare a un percorso che sia interessante anche per i colleghi di altre discipline.

1. Un’immagine significativa dell’IRC Nei colloqui agostani con gli IdR e i numerosi Supplenti, sono stato colpito da un’espressione che una docente di religione mi ha riferito, raccontandomi la sua esperienza scolastica dell’ultimo anno. Diceva: mi sono resa conto che “L’IRC è ancora un’oasi felice nella scuola!”. E’ un’immagine significativa, che probabilmente descrive una realtà che siamo chiamati a tenere viva… Ma è proprio così? Nel mio istituto, posso dire che l’IRC si qualifica con questa nota? E a quali condizioni l’IRC può rimanere “un’oasi di pace” nelle trasformazioni della scuola italiana? Com’è consuetudine, tra agosto e i primi di settembre, si registra un avvicendamento di IdR (5 sono i pensionamenti, un paio i ritiri per altro servizio, alcuni IdR…
UNA PROPOSTA INTERPRETATIVA DELLA RILEVAZIONE AVVALENTISI DELL’IRC Nell’aprile scorso ad Assisi, nel corso del Convegno annuale dei Direttori degli Uffici per l’IRC, ci è stata proposta una interessante rilettura della rilevazione nazionale degli avvalentisi e non dell’IRC, che si effettua da più di 15 anni. Desidero condividere con voi qualche considerazione con uno sguardo al domani. 1. Gli alunni stranieri hanno contribuito ad abbassare – ma di poco – la percentuale dei no all’IRC (per la precisione il 48,9%), soprattutto nella scuola dell’infanzia del Nord. In futuro si prevede per la componente immigrata una flessione della partecipazione su base annua dello 0,35%. Tuttavia quasi il 50% degli studenti stranieri sceglie l’IRC: questo dimostra che tale disciplina possiede una sua autonoma…
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